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Gianni Pittella: “Dall’Europa misure forti per il Sud”. La video-intervista

L’obiettivo è chiaro: la Presidenza del prossimo Parlamento Europeo. L’onorevole Gianni Pittella, medico chirurgo, 55 anni, vice presidente vicario del Parlamento Europeo, non lo dice apertamente ma lo fa capire nell’intervista rilasciata nella redazione di Taranto Buonasera” a Pierangelo Putzolu, Direttore editoriale del quotidiano.

Intervista che apre la rubrica con la quale il nostro giornale e il nostro sito faranno conoscere candidati e liste presenti alle prossime elezioni europee del 25 maggio.

"È ora – sottolinea Pittella – che l'Italia torni a ricoprire la più alta carica nel Parlamento europeo. Sarebbe un grande riconoscimento prima di tutto per il Paese ma anche per il nuovo Partito democratico di Matteo Renzi. L'obiettivo è a portata di mano. Ci sono tutte le condizioni nazionali e comunitarie perchè il governo italiano porti a casa il risultato".

Per  Pittella una deroga da Renzi: il quarto mandato: “Ho investito tutta la mia vita politica per la costruzione degli Stati Uniti d'Europa. In quindici anni di attività da eurodeputato, ho messo tutte le mie energie per accrescere la stima e la considerazione dell'Italia nella casa del Parlamento europeo. Un lavoro credo apprezzato che mi ha portato per due volte consecutive ad essere eletto a scrutinio segreto primo vicepresidente".

Ma, c’è da chiedersi, a chi piace questa Europa dei poteri forti, questa Europa economica?
"Serve più Europa – afferma Pittella -, sono i governi a imporre veti incrociati sulla politica estera. Sono i singoli Stati ad impedire la nascita di una vera Bce. Sono ancora gli egoismi nazionali a rendere balbettante le risposte comunitarie a problemi drammatici come l'immigrazione. L'austerità non ce lo chiede l'Europa, ce lo impongono i governi".

E il Sud?
“Quello che il Sud chiede al governo centrale, alla politica, e per quel che riguarda me e migliaia di altri miei conterrane, è un piano strategico pluriennale di investimenti e riforme, capace di offrire al Sud un'alternativa rispetto alla desertificazione industriale, culturale, sociale e morale. Da questo punto di vista devo rilevare che Renzi sta lavorando. E bene”.