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“Cacciatori di rifiuti”, l’Amiu chiede la collaborazione dei cittadini

Nei giorni scorsi Taranto Buonasera si è occupata della vicenda dei cosiddetti "cacciatori di rifiuti", uomini e donne, spesso accompagnate da bambini, che frugano nei cassonetti per trovare qualcosa di utile per sbarcare il lunario o, peggio ancora, per qualcosa di commestibile.

Sulla vicenda interviene anche la direzione dell'Amiu spa di Taranto con una nota: «Il fenomeno dei cosiddetti "cacciatori di rifiuti", segnalato da diversi cittadini, è tenuto in debita attenzione da parte della Dirigenza Amiu. Mettendo solo inizialmente da parte l'aspetto sociale, la cui valutazione compete ad Organismi ed Istituzioni terzi, l'Azienda sta mettendo in campo tutte le risorse possibili per limitare le conseguenze di questa pratica».

«Esiste – sottolinea l'Amiu – un grave disagio avvertito dagli utenti, legato ai sacchetti di rifiuti lasciati fuori dai cassonetti dopo la "cernita"; ma ne esistono anche per l'Azienda, che oltre a dover potenziare i servizi di pulizia vede vanificato il lavoro svolto dall'utenza nel differenziare correttamente i rifiuti. I "cacciatori di rifiuti", infatti, forzano anche i cassonetti della raccolta differenziata, gettando quel che non è di loro interesse in quelli dell'indifferenziata».

«Restando ferma la volontà da parte dell'azienda di limitare il disagio – scrivono i vertici Amiu -, è indubbia l'importanza dei cittadini nell'opera di contenimento del fenomeno. Se tutti gli utenti rispettassero gli orari di conferimento dei rifiuti nei cassonetti, ad esempio, la finestra temporale nella quale i "cacciatori di rifiuti" potrebbero operare sarebbe ristretta e limitata alle ore notturne. Ancora più incisivo, poi, sarebbe il contributo offerto con una corretta differenziazione dei rifiuti: conferendo nei cassonetti esclusivamente materiale non riutilizzabile, verrebbe meno la ragione stessa della "caccia". Chi rovista nei cassonetti della raccolta indifferenziata, infatti, nella maggior parte dei casi lo fa per cercare materiale da rivendere come ferro e piccoli elettrodomestici: questo tipo di rifiuto dovrebbe essere destinato al riciclo per il tramite delle isole ecologiche. Nel caso di materiali ingombranti, invece, ricordiamo la possibilità di usufruire del numero verde per concordare con gli operatori ora e luogo del ritiro, che dovranno essere rispettati per evitare attività di “sciacallaggio”».

«Molto delicato, infine – conclude la nota – , è l'aspetto sociale al quale abbiamo accennato. Ribadendo che analisi e risoluzione non competono all'azienda, non si può far finta di ignorare che un'altra delle ragioni che spingono a rovistare tra i rifiuti è la fame».