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Le opposizioni presentano un mozione contro il piano Cimino

“Mentre noi consiglieri discutevamo in commissione di come recuperare borgo antico e periferie, negli uffici facevano tutt’altro, preparando un piano di espansione della città”.

Mentre la maggioranza cerca di trovare una posizione unitaria, l’opposizione (di sinistra) lancia la controffensiva sul piano Cimino.

Questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, i consiglieri Dante Capriulo, Francesco Venere e Gianni Liviano hanno annunciato una iniziativa consiliare per contrastare il progetto che prevede la realizzazione di abitazioni, fabbricati e servizi nella zona est della città. “Abbiamo deciso di prendere una iniziativa forte perché la maggioranza, con il sindaco in testa, sono sfuggenti nel prendere una posizione ben definita sull’argomento – attacca Capriulo. Il nostro atto di indirizzo ha l’obiettivo di riaprire la discussione in Consiglio perchè si tratta di un progetto che investe tutta la città, sia sul piano urbanistico che su quello commerciale”.

Secondo l’ex assessore comunale al Bilancio “bisogna parlare di recupero delle zone abbandonate e degradate della nostra città. Ci sembra curioso che gli uffici portino avanti un lavoro diverso rispetto agli indirizzi del Consiglio. Anche per questo motivo chiederemo la sospensione di ogni iniziativa di espansione della città. Non si può andare dietro ai singoli interessi economici”.

Anche il consigliere Francesco Venere è dello stesso avviso. “La nostra mozione ha l’obiettivo di contenere l’espansionismo sulla scorta della delibera 65 del 2007, recuperando il centro storico ed il borgo umbertino, che devono tornare ad interagire fra loro. Accetteremo i suggerimenti delle associazioni del commercio”.

Nei giorni scorsi il sindaco Stefàno, nel corso di una conferenza stampa, ha annunciato un atto di indirizzo con il quale la Giunta rimanda ogni competenza, riguardo all’approvazione del piano Cimino, al Consiglio comunale. A replicare è il consigliere Capriulo. “Il sindaco deve dire come la pensa. Il suo parere conta tanto quanto quello dell’assessore all’Urbanistica. Non può continuare a spedire la patata bollente agli altri”.