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Primo Maggio, parata di star

TARANTO – Vinicio Capossela e la Banda della Posta, Fiorella Mannoia, Afterhours, Caparezza. Oltre a – tra gli altri – Paola Turci, Rezophonic, Sud Sound System, Diodato, con Andrea Rivera, Valentina Petrini e Luca Barbarossa nelle vesti di conduttori. Non si può certo bollare come semplice ‘contro-concerto’, quello che il Primo Maggio si terrà al Parco archeologico delle mura greche, organizzato per il secondo anno dal comitato Liberi e Pensanti. L’evento musicale tarantino gioca ad armi pari, e forse più, con il concertone istituzionale di Cgil, Cisl e Uil a Roma: in piazza San Giovanni suoneranno infatti Clementino, Piero Pelù, Rocco Hunt, Tiromancino, Modena City Ramblers, Bandabardò, Brunori Sas e Perturbazione. Ogni lettore/ascoltatore può farsi un’idea sugli artisti in campo, al netto delle valutazioni ‘politico-sindacali’. La macchina organizzativa per il Primo Maggio tarantino è in moto, e va da sè che è un compito non facile, quello di gestire una manifestazione che lo scorso anno richiamò 20.000 persone e che dodici mesi dopo sembra davvero pronta per un ulteriore salto di qualità. Anche perchè la direzione artistica, di cui fanno parte l’attore tarantino Michele Riondino ed il musicista Roy Paci, potrebbe riservare altre sorprese. Tutti gli artisti che aderiscono – hanno spiegato gli organizzatori – “hanno sposato il nostro documento politico, ovvero l'idea che il Comitato ha della città e cosa deve significare l'evento. La musica è la cornice, il quadro lo dobbiamo mettere noi”. Questo il messaggio che sul proprio sito web Capossela ha dedicato al concerto tarantino: “Il primo maggio ci deve ricordare che alla base del lavoro, del diritto al lavoro, c’è una lotta. Il primo maggio ci deve ricordare questa lotta. Una lotta è diversa da una scampagnata. Questa festa del primo maggio a Taranto è la rara prova di vitalità di un paese che non vuole passare soltanto per i ritrovi televisivi, una festa del lavoro che non vuole ridursi a spettacolo di svago. Una manifestazione nello spirito che ha fatto di questa data un simbolo per cui ancora oggi in molti paesi si combatte aspramente. Taranto è l’esempio eclatante del contrasto tra diritto al lavoro e diritto alla salute, due diritti lesi. Una festa non risolve le cose, ma il tempo della festa è il tempo del Sacro, il tempo sottratto alle leggi dell’Utile, il tempo in cui ci ricordiamo di essere uomini. Per questo saremo alla festa del primo maggio di Taranto, per fare alzare, insieme a tutti gli altri, un po’ di polvere, per aprire un poco questa nube di veleno che ha oscurato la magna Grecia, la ‘grande’ Grecia, che pose l’agonismo e la musica alla base del vivere civile”.