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Concertone oltre ogni attesa. Tutte le foto dello spettacolo

Centomila. Forse di più. Hanno scelto Taranto, provenienti da mezza Italia. Una Taranto che ieri, primo maggio, sembrava irriconoscibile. Con gruppi di ragazzi in giro, nel pomeriggio, i locali pieni, le pizzerie aperte. Come a Roma. Meglio di Roma. Altrove, anche a poca distanza, è normale. La speranza è che diventi normale anche qui.

Intanto, però, l’1 maggio 2014 è, e rimarrà, un giorno da ricordare. Sono state centomila le presenze, secondo gli organizzatori, al concerto tenutosi alle spalle della Concattedrale, nel Parco archeologico delle mura greche. La questura non ha fornito indicazioni, ma il colpo d’occhio è stato davvero impressionante.

L’esibizione degli artisti è stata alternata agli interventi di associazioni, lavoratori e cittadini. “Buongiorno Taranto e buona festa del lavoro”. Con queste parole l’attore Michele Riondino ha introdotto nel primo pomeriggio lo spettacolo. “Signor presidente del consiglio, signori ministri, signor presidente della Regione, signor sindaco e signori sindacalisti – ha detto Riondino – non dimenticate che continueremo a maledirvi ogni giorno per tutto ciò che potreste fare e non fate, per ciò che avreste potuto fare e non avete fatto. Verrà il giorno in cui il nostro silenzio sarà più forte delle voci che avete soffocato”.

Subito dopo sono saliti sul palco i presentatori Luca Barbarossa, Andrea Rivera e Valentina Petrini che hanno spiegato il significato del concerto e annunciato i nomi dei cantanti che hanno aderito all’evento organizzato dal Comitato Cittadini e lavoratori liberi e pensanti, di cui fanno parte – come è ormai più che noto – i manifestanti che il 2 agosto 2012 interruppero il comizio sul caso Ilva dei leader sindacali Camusso, Bonanni e Angeletti. Il primo ad esibirsi è stato Caparezza. Il rapper di Molfetta ha aperto il concerto con il singolo “Non me lo posso permettere”.

“Siamo italiani e dobbiamo essere fieri di questo. Siamo qui per non mollare”, hanno detto i rappresentanti venuti dalla ‘Terra dei fuochi’, la martoriata zona della Campania trasformata in discarica dalla camorra.

Poi sono intervenuti i due direttori artistici: Roy Paci ha letto un appello dell’Isola dei cassintegrati, mentre Michele Riondino ha ricordato, definendolo “il piccolo guerriero buono”, Alessandro Rebuzzi, 16 anni, morto di fibrosi cistica nel settembre 2012. In collegamento telefonico dal Sudan è intervenuto Gino Strada, il medico fondatore di Emergency. “Taranto – ha detto – è il simbolo di una situazione in cui i diritti vengono calpestati e viene barattato il lavoro con la salute. Vorrei dire che un paese civile che dovrebbe proteggere i cittadini non dovrebbe tollerare persone che applaudono gente condannata per la morte di un ragazzo”. Il riferimento è chiaramente all’applauso rivolto dai rappresentanti del Sap, durante il congresso del sindacato autonomo, ai quattro agenti coinvolti nell’inchiesta sulla morte del 18enne studente ferrarese Federico Aldovrandi e condannati in via definitiva per eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi. “Ma dove sono finiti i diritti delle persone, i diritti dei lavoratori, il diritto alla giustizia, alle cure, all’istruzione?” ha concluso il fondatore di Emergency.

A cantare sono stati, tra gli altri, Vinicio Capossela e la Banda della Posta, Fiorella Mannoia, gli Afterhours che hanno chiuso la manifestazione. Ad esibirsi anche gruppi ed artisti locali. Ma lo spettacolo vero è stato vedere decine di migliaia di giovani a Taranto. Felici di essere qui.

Le fotografie nella gallery sono a cura di Carmine La Fratta.