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Domenica al Borgo, “e la chiamano isola pedonale”

Controlli sull’isola pedonale, ma non la domenica. Si potrebbe riassumere così la disavventura di un lettore che ha approfittato dell’apertura straordinaria dei negozi per fare due passi in centro. Trovando più di qualche ostacolo sul suo percorso.

Di qui scaturisce la sua denuncia sulle aree pedonali di Taranto (“non vengo rispettate”) e su quello che definisce “il completo lassismo delle istituzioni che non riescono a far rispettare le regole”. La segnalazione è corredata di foto (che pubblichiamo), scattate, come riferisce il nostro, domenica mattina (ieri) verso mezzogiorno.

“Domenica mattina, negozi del borgo aperti, una passeggiata in centro ci sta tutta. Il tempo poco sincero mi spinge a prendere l’auto, ahimè. È un po’ prima di mezzogiorno, arrivo in centro, parcheggio sulle strisce blu (attive per la domenica di apertura dei negozi) pago il “dazio”e inizio il mio bel giro. Prendo la centralissima e pedonale via Di Palma dall’inizio ed incomincio a vedere auto parcheggiate ordinatamente nel tratto che va da via Crispi a via Duca degli Abruzzi. Tanto ordinate e fitte che mi viene subito il dubbio che avessero ripristinato il parcheggio ed abolito la zona pedonale, chissà è un po’ che non passo magari è così. Ma non vedo strisce blu e ci sono ancora i cartelli di divieto…mah! Continuo la mia passeggiata ed arrivo alla bellissima piazza Carmine, anche questa pedonale ed interdetta al parcheggio, e quasi vengo investito da un automobilista che mi insulta anche, visto che camminavo in mezzo alla strada. Piazza Carmine completamente invasa dalle auto è trasformata in parcheggio. D’accordo la chiesa è colma per le comunioni, ma non è una giustificazione”.

Scatta la chiamata ai vigili per far mandare qualcuno a gestire la situazione di caos “mi rassicurano della venuta imminente di una pattuglia. Passano tre quarti d’ora e non si vede nessuno”. Quindi il protagonista della storia richiama ai vigili per sentirsi rispondere che “è domenica e loro non garantiscono gli interventi perché sono pochi, le cose sono tante, e quindi il borgo non è presidiato”.

“In poche parole devo arrangiarmi”. Elementi che fanno parlare di “una città abbandonata a se stessa, dove c’è una gran voglia di cambiare, ma le istituzioni non esistono. Un’amministrazione comunale molle e lassista che non riesce a tenere sotto controllo una città dove c’è ancora una parte degli abitanti che non riesce a rispettare il vivere civile di tutti”.