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“Siete di Monopoli” e giù botte da orbi

Non tifosi, né ultras. Solo teppisti. Che in venti, più o meno, si sono accaniti su un gruppo di cinque persone all’interno di una utilitaria. Persone che andavano semplicemente a fare il loro lavoro.

E’ stata un’aggressione in piena regola quella che ieri pomeriggio, alle 16.10, tra viale Magna Grecia e viale Trentino, ha visto come vittime cinque giornalisti monopolitani, prossimi ad arrivare allo Iacovone per la partita dei playoff con il Taranto.

I giornalisti, a bordo di una Suzuki Swift targata Bari, sono stati fermati da una ventina di giovani, che hanno chiesto loro chi fossero e da dove venissero.

Una volta avuta la conferma che fossero monopolitani, sono passati all’azione. Ottavio Marasciulo, coordinatore dell’ufficio stampa del Monospolis, seduto sul sedile anteriore col finestrino aperto, è stato raggiunto da un pugno. Stamattina era in ospedale, ha rimediato una frattura al naso. L’auto è stata presa a colpi di pietre e danneggiata.

“Siamo stati bloccati e aggrediti” spiega, ancora scosso, Marasciulo. “La cosa peggiore è che potevamo essere chiunque, quanto accaduto è sconcertante. Il Taranto non c’entra nulla, anzi i rapporti tra le società sono eccellenti, e proprio il direttore generale tarantino, Pellegrini, ci ha aiutati quando siamo arrivati allo stadio. Ma è successo qualcosa di grave, che non doveva accadere”.

“Siamo dispiaciuti, Taranto non è questa” dice proprio Pellegrini. “Abbiamo portato i giornalisti monopolitani nella sala medica dello Iacovone e lì abbiamo prestato le prime cure. Certo che queste sono cose non devono accadere. Abbiamo fiducia nelle indagini – è stata sporta denuncia alla Polizia, ndr – anche per capire se davvero è qualcosa che ha a che fare con il calcio; nella macchina non c’era niente che potesse identificare gli aggrediti come monopolitani. Oltretutto, il tutto è avvenuto abbastanza lontano dallo stadio”.
Resta la macchia sulla bella giornata di sport vissuta a Taranto, tra il Giro d’Italia e la bella partita andata in scena allo Iacovone. La speranza è che si faccia presto ad identificare gli aggressori, che rischiano di sporcare l’immagine di una tifoseria, quella rossoblù, che non è violenta e non merita marchi d’infamia. Purtroppo, anche ieri non è mancato durante il match il sottofondo dei petardi, che avevano portato alla squalifica del campo poi ‘ammorbidita’ nella sola chiusura della curva.