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La Tasi fa saltare il Consiglio comunale

La tassa sui servizi indivisibili fa saltare il Consiglio comunale. La polemica, che ruota attorno alle tariffe per il pagamento della Tasi, si è infiammata nei giorni scorsi, quando un coro di proteste si è levato dall’opposizione e non solo. Secondo una prima bozza, la tassa sarebbe stata “caricata” unicamente sulla prima casa ed al livello massimo consentito dalla legge, ovvero al 2,5 x mille della rendita dell’immobile ai fini Imu. Nessuna detrazione, nè riduzione.

Le previsioni hanno allarmato i tarantini facendo gridare allo scandalo. “Con una rendita annua catastale medio bassa di 500 euro si pagherà di Tasi circa 210 euro annui – ha spiegato il consigliere comunale ed ex assessore al Bilancio, Dante Capriulo. Per ogni 100 euro di rendita catastale sono da corrispondere 42 euro di Tasi”.

Venerdì si è tenuto un incontro in commissione Bilancio. Assente sia il sindaco-assessore al Bilancio, che il dirigente alle Risorse Finanziarie. In commissione, a raccogliere malumori e proposte dei consiglieri, c’era un funzionario della Ragioneria. Troppo ristretti i tempi a disposizione degli uffici per esaminare e ricalcolare le coperture finanziarie. Ragion per cui il Consiglio comunale, in programma domani, è stato spostato di due giorni. Giovedì, infatti, la massima assise municipale avrà la possibilità di discutere una nuova bozza.

Nel frattempo, però, la battaglia continua. Dall’opposizione si fa strada la proposta di Giampaolo Vietri. Secondo il capogruppo di Forza Italia “si potrebbe non far pagare la Tasi ai contribuenti tarantini. Nei servizi indivisibili, che dovrebbero essere finanziati dalla Tasi, rientrano i servizi cimiteriali, alcuni servizi della Polizia Locale, la pubblica illuminazione, la manutenzione stradale e la manutenzione del verde. A Taranto, questi servizi, costato poco più di 19 milioni di euro – afferma Vietri. La legge dice che l’aliquota base per la Tasi è di 1 x mille fino ad un massimo di 2,5 x mille. La normativa, però, dice che è possibile portare l’aliquota a zero utilizzando altre risorse. Per quanto riguarda il Comune di Taranto basterebbe utilizzare l’avanzo di amministrazione del 2013, che si attesta attorno ai 33 milioni di euro, per coprire i 19 milioni di euro necessari a garantire la copertura dei servizi indivisibili. Questa è la proposta che ho portato in commissione Bilancio, durante l’incontro con il funzionario della Ragioneria, in contrapposizione alla volontà dell’Amministrazione di quantificare i costi dei servizi facendo ricadere tutto sulle tasche dei contribuenti. Il sindaco deve uscire il “tesoretto””.