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Forza Italia: L’acquario di Turco? Era solo virtuale

Mario Turco

“Cetto La Qualunque direbbe: “più acquario per tutti, ma virtuale!”. Un po’ come il senatore Turco, che ci sta allietando da qualche giorno con una narrazione fantozziana della realtà, spogliandosi dal ruolo istituzionale che richiederebbe ben altro rigore e sbandierando lo pseudo progetto di un acquario senza, però, dire ai cittadini che si tratta di uno virtuale”. Così il commissario regionale di Forza Italia, l’on Mauro D’Attis, durante la conferenza stampa di oggi a Taranto sul contratto istituzionale di sviluppo.

“Ergo, -ha aggiunto- lo Stato dovrebbe spendere oltre 40 milioni di euro per un acquario virtuale senza alcun input sui livelli occupazionali o economici. Ma non basta, perché il senatore si diverte anche a sostenere che qualcuno -ovvero il governo- abbia deciso di sottrarre i fondi a Taranto: ebbene, il ministro Carfagna che, a differenza sua, è persona molto seria sta valutando l’accordo di programma per finanziare la cantieristica navale. Da uno studio risulta che il progetto, da realizzare con 14 milioni di euro di soldi pubblici e circa 60 milioni dei privati, produrrebbe 200 posti di lavoro diretti e 400 per tutto l’indotto. E non solo: Taranto diventerebbe fiore all’occhiello nazionale per produzione di yatch di lusso. Noi abbiamo, certo, delle perplessità sulla Ferretti Group e sulla partecipazione cinese e vigileremo, ma ciò non toglie che si tratti di un intervento potenzialmente strategico. Rischiamo di perdere questo treno se non si interviene subito, visto che la Ferretti ha già annunciato che se non si sottoscrive l’accordo di programma trasferirà il progetto in Grecia. Un altro dato certo -ha concluso D’Attis- è che nessuno ha tolto fondi a Taranto: il governo ed il ministro Carfagna hanno saggiamente optato per la rimodulazione delle risorse, destinandole a progetti seri .

“L’acquario -ha detto l’on Vincenza Labriola- è stato uno slogan elettorale sulle spalle dei tarantini e se il Cis è nato per lo sviluppo del territorio, non capiamo che contributo possa mai dare in quest’ottica. Non abbiamo bisogno di fumo negli occhi, Taranto ha bisogno di risposte. Dopo sei anni ci troviamo con il 9% dei progetti incagliati, il 6% in avvio ed il 33 % in fase di programmazione. Programmare, invece, -ha concluso Labriola- un grande investimento strategico, sarebbe ben altra opportunità”. “In soccorso del senatore Turco -ha dichiarato il consigliere regionale Vito De Palma- è arrivato il collega dei cinque stelle Galante, che ha annunciato di interessare il presidente Emiliano affinché vigili sulla questione e la cosa mi fa piacere: se Emiliano si fosse occupato prima dell’intervento, forse avremmo scoperto che Turco non aveva messo a disposizione nemmeno un euro per l’accordo di programma. Suggerirei al collega Galante di interessarsi, piuttosto, delle tante promesse del senatore Turco al nostro territorio che sono rimaste lettera morta: a partire da quelle sul sito Miroglio di Castellaneta…”.

“E’ evidente -ha affermato il coordinatore cittadino Massimiliano Di Cuia- che sia iniziata la campagna elettorale e i 5 stelle utilizzino lo stesso modus operandi di sempre: quello delle fandonie raccontate alla città. Ricordiamo che hanno conquistato in passato largo consenso a Taranto promettendo ai cittadini che, in caso di ingresso nel governo nazionale, avrebbero chiuso immediatamente l’Ilva. Ogni commento è pleonastico”.