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Appalto Ilva, ora scatta la protesta

Una lettera. Al prefetto, al sindaco, al presidente della Regione. Per dire che così l’indotto Ilva non ce la fa. Giuseppe Bonfrate, della Fim Cisl, scrive come muore un settore strategico della nostra economia. “In giro c’è molta gente che parla senza conoscere e la cosa preoccupante è che anche qualche istituzione e qualche organizzazione sindacale parlano di altro, invece di intervenire sui drammi dei lavoratori e delle famiglie che non percepiscono il salario da tempo sottovalutando la portata del dramma”.

“Che cos’è l’appalto e l’indotto Ilva?” si chiede l’esponente della Cisl. “L’appalto Ilva è costituito da alcune migliaia di lavoratori altamente professionalizzati, dipendenti da alcune centinaia di aziende che operano da anni all’interno e sugli impianti del centro siderurgico garantendone l’efficienza degli impianti e quindi la produzione. Questi lavoratori effettuano giornalmente interventi di manutenzione e pronto intervento, di rifacimenti vari e/o montaggi di nuovi impianti di bonifiche di ambientalizzazione, etc. Se questi lavoratori dovessero bloccarsi per alcuni giorni si potrebbe determinare un blackout dell’intero stabilimento siderurgico".

"L’indotto Ilva, invece – prosegue -, è rappresentato da centinaia di piccole e medie imprese che operano sul territorio, con oltre un migliaio di lavoratori su attività di ripristino di varie attrezzature siderurgiche, di costruzioni di impianti o parti  di essi e riparazioni varie. Anche l’indotto Ilva rappresenta un pezzo importate dell’intero ciclo produttivo siderurgico. Lungi da noi dal fare o creare polemiche, ma riteniamo di poter dire che chi sta mantenendo in piedi lo stabilimento siderurgico sono i lavoratori di queste aziende dell’appalto e indotto Ilva che nonostante non vengano pagati continuano a lavorare e a garantire la continuità produttiva del centro siderurgico.
Tralasciando valutazioni sul sistema di affidamento degli appalti Ilva sul quale, nonostante le reiterate richieste sindacali e gli obblighi previsti dal contratto di lavoro ad oggi da parte Ilva nessuna informazione è stata data circa il numero delle aziende, dei dipendenti, dei volumi e delle attività affidate in appalto. Sicuramente detto sistema a nostro parere non favorisce lo sviluppo delle imprese locali”.

Ma non si andrà avanti per molto. “In ragione di ciò riteniamo opportuno informare che i livelli di sopportazione da parte dei lavoratori è alla sua conclusione. A causa del fatto che quasi tutte le aziende dell’appalto e indotto Ilva, da mesi, stanno pagando i dipendenti con forti ritardi (quando va bene) o non pagano da tempo le varie competenze maturate (tredicesima 2013, retribuzioni varie ed altro).
La situazione rischia di degenerare con concreti problemi di ordine pubblico. Oggi sono in sciopero i dipendenti di due aziende che operano nell’appalto Ilva per rivendicare il pagamento delle retribuzioni arretrate, tredicesima mensilità 2013  ed altro. Occorre una soluzione immediata, perché i lavoratori con le proprie famiglie sono nello stato di bisogno e perché, ormai, gli aiuti di familiari, amici e/o affini sono finiti, quindi non sono nemmeno nelle condizioni di pagarsi l’abbonamento dell’autobus per recarsi a lavoro.
Chiediamo ai soggetti in indirizzo un intervento immediato e determinato utile alla risoluzione del problema economico e quindi dei bisogni dei lavoratori e delle proprie famiglie. Qualora non si dovesse risolvere il problema anzi evidenziato, prevediamo per la prossima settimana l’assunzione di iniziative sindacali, che i lavoratori ci chiedono da tempo”.