x

x

Casa e lavoro, polveriera Taranto

Dopo gli arresti e le denunce, che hanno fatto da epilogo all’irruzione in Consiglio dei disoccupati organizzati dello Slai Cobas, non si placa la polemica che ruota attorno alla difficile situazione occupazionale di Taranto. E’ un confine assai labile, quello che separa i diritti dalle pretese.

Un conflitto che si è concretizzato, nella sua forma più acuta, ieri durante il Consiglio comunale. Il blitz dei disoccupati organizzati si è concluso con l’intervento dei vigili: due arresti ed una denuncia. Nelle stesse ore, sotto la sede di Confindustria, il presidio dei lavoratori dell’indotto Arsenale.

Nei giorni scorsi è stata la volta degli operatori di Isolaverde che hanno manifestato sotto la sede della Provincia. Alcuni di loro si sono issati in cima ad un silos dell’ex oleificio Costa. Incandescente anche la “vertenza casa” che quotidianamente porta sotto il Municipio decine di famiglie senza abitazione o sfrattate.

Tornando ai disordini registrati ieri in Consiglio, in una nota i disoccupati raccontano la loro verità: “Una nostra delegazione ha presenziato il Consiglio comunale, per rinnovare la richiesta di fissare la convocazione di un Consiglio monotematico e di un tavolo istituzionale sull’emergenza lavoro, richieste che i disoccupati hanno avanzato fin dal 2 aprile scorso e per le quali avevano ricevuto ripetute promesse e rinvii ma nessuna data certa.

All’inizio della seduta, ai disoccupati è stato bruscamente detto che l’argomento non sarebbe stato discusso né nessuna risposta era dovuta. A questo punto i disoccupati hanno protestato vivacemente e per tutta risposta sono stati immediatamente aggrediti e violentemente picchiati dalla polizia municipale. Dopo la carica, tre di loro, Francesco Tagliente, Massimo Portacci, rappresentanti dei Disoccupati Organizzati, e Fiorella Masci, rappresentante del coordinamento provinciale dello Slai Cobas per il sindacato di classe, sono stati portati via di forza. Alle lotte a alle richieste di lavoro si risponde non con impegni concreti e progetti di lavoro ma con la violenza, la repressione e gli arresti. Questo non è accettabile”.

Da Palazzo di Città, invece, mettono in risalto come “I lavori del Consiglio comunale siano stati bruscamente interrotti e sospesi a causa di una irruenta invasione da parte di alcuni appartenenti all’organizzazione disoccupati organizzati e che, nei fatti, ha successivamente determinato lo scioglimento della seduta a causa dei danneggiamenti prodotti all’impianto di amplificazione a causa della violenza che ha caratterizzato l’azione di protesta inscenata. Dopo gli innumerevoli inviti a desistere da questa occupazione dell’aula e dei banchi, che aveva determinato il blocco delle attività del Consiglio, i Vigili urbani hanno provveduto a sgomberare l’aula ponendo fine alla violenta azione di protesta, peraltro, ingiustificata se si considera il livello di attenzione che era stato loro riservato in occasione di precedenti incontri nel corso dei quali erano stati chiariti gli enormi limiti che i Comuni hanno in tema di occupazione, ossia dell’impossibilità sia per l’Ente che per le Società da esso controllate di procedere ad assunzioni dirette, se non attraverso pubblici concorsi, avendone le relative disponibilità finanziarie. Un apprezzamento viene rivolto agli appartenenti alla Polizia Municipale per aver rimosso con professionalità la situazione di turbativa messa in atto”.