x

x

Parla il pizzaiolo gambizzato:“Mi ha sparato per sbaglio”

STATTE – “Se ha una coscienza deve costituirsi. Per uno scambio di persona mi ha ferito alle gambe a colpi di pistola e mi ha rovinato la vita”.

Raffaele D’Errico, 52 anni, il pizzaiolo gambizzato il primo maggio scorso nella zona 167 di Statte sembra non essersi ancora ripreso dallo choc. Meno di un mese fa la sua vita, fino a quel momento normale, con un lavoro che gli ha dato tante soddisfazioni, una bella famiglia, una moglie e una figlia che lo hanno sempre aiutato in pizzeria, nel giro di pochi minuti è diventata un incubo. Raffaele sembra il protagonista di una storia kafkiana. Ha voluto raccontare la sua disavventura a Buonasera Taranto.

“Quella mattina ho rischiato di morire dissanguato. E tutto per un errore di persona. Stavo salendo in macchina quando uno sconosciuto si è avvicinato e mi ha urlato “sei un figlio di…” esplodendo  tre colpi di pistola che mi hanno centrato alle gambe. Sono stati attimi di vera paura, di dolore, di disorientamento. Io sono crollato per terra e lui è fuggito. Sono vivo grazie ai primi soccorsi che mi hanno prestato i condomini del palazzo. Perdevo molto sangue  e loro mi hanno stretto un cintura ad una gamba  per bloccare l’emorragia. Il 118 mi ha condotto in ospedale e i medici del reparto di chirurgia vascolare mi hanno sottoposto ad un delicato intervento. Hanno dovuto ricucire una arteria e l’operazione è durata quattro ore”.

Raffaele ora è a casa ed è tormentato da una storia dai contorni allucinanti. “Sto molto male, sia fisicamente che moralmente. Non riesco a stare in piedi. Non posso lavorare e i problemi economici cominciano a farsi sentire. Ho una famiglia da mantenere. Non riesco a capacitarmi per quello che è successo. E’ tutto assurdo. Non ho mai fatto male a una mosca, ho sempre rigato dritto e un brutto giorno una persona per errore mi ha teso un agguato che mi poteva costare molto caro”.

Raffaele non aveva mai visto prima chi, quella mattina, ha premuto tre volte il grilletto. Ha riferito ai carabinieri che quell’uomo lo aveva notato già un paio di giorni prima nella stessa zona. Indossava una felpa con cappuccio e probabilmente faceva finta di raccogliere lumache. La mattina del primo maggio all’improvviso gli ha impedito di salire in auto e ha fatto fuoco con una pistola calibro 7.65. 
Da quel giorno gli investigatori dell’Arma stanno dando la caccia a un uomo sui 35-40 anni, alto 1.70, magro, capelli corti e leggermente brizzolati.  “E’ stato uno scambio di persona – ha ripetuto più volte Raffaele – e spero che si consegni al più presto perché pretendo che sia fatta giustizia”.