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Ilva, comincia la settimana decisiva

Lunedì la risposta formale dei Riva sull’aumento di capitale. Giovedì al ministero per lo sviluppo economico il tavolo sulla siderurgia, come chiesto dai sindacati confederali. Due scadenze decisive per l’Ilva, con la prossima settimana che potrebbe dire molto sul futuro della grande fabbrica dell’acciaio. Sull’Ilva di Taranto il governo “ha le idee chiare e abbiamo già approvato il piano ambientale: faremo di tutto per portarlo a termine” ha detto il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, che ha ricordato come il piano del governo preveda che l’Ilva “sia un’azienda che salvi i posti di lavoro ma, allo stesso tempo, sia ambientalizzata al 100%”.

Di altro tenore le parole del leader della Fiom, Maurizio Landini: “Il tempo è scaduto. La situazione è drammatica. C’è un rischio reale di fallimento. Chiediamo che, come prevede il decreto di commissariamento, si possa prevedere anche la presenza transitoria dello Stato nel capitale. Non un esproprio ma una funzione di garanzia degli investimenti. Non abbiamo più molto tempo. In questi mesi non ci sono stati investimento e gli stipendi sono stati pagati grazie all’allungamento dei pagamenti ai fornitori. Ma ora, se non si ricapitalizza l’azienda, c’è il rischio reale di portare i libri in Tribunale. Ma in presenta di un’azienda commissariata e di un governo che deve svolgere un ruolo di garanzia, credo che il tempo sia scaduto.

Serve che nelle prossime settimane ci possa essere l’avvio di una discussione quanto sta accadendo. Anche la questione dell’assetto proprietario della famiglia Riva è aperta visto che non sono più in grado di dare una prospettiva alla stabilizzazione, deve essere in campo”. Già, i Riva. “E’ stato un incontro interessante e civile. Ci siamo scambiati le reciproche informazioni. Faremo avere al commissario Bondi le nostre posizioni lunedì nei tempi di legge”. 

Così Claudio Riva ha risposto ieri ai cronisti sull’esito dell’incontro con il Commissario per l’Ilva di Taranto Enrico Bondi sul piano ambientale ed industriale per la riconversione dell’impianto di Taranto. La riunione – avvenuta nella sede dell’Ilva nella periferia di Milano – è durata circa due ore. Claudio Riva guidava la delegazione del gruppo Riva assieme al cugino Cesare. “Senza Taranto, senza lo stabilimento, senza un futuro per l’Ilva, penso che ci sia poco futuro per l’Italia della siderurgia” ha quindi sottolineato Riva jr.