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Raffica di chiusure, la risposta degli artigiani

Nell’ultimo anno 264 imprese chiuse nel solo settore dell’artigianato. Parte da quello che viene definito il “dato più impressionante” la spinta che ha portato all’inaugurazione del comitato tecnico-scientifico di Casartigiani. Stamattina l’iniziativa che vuole essere “una risposta per le imprese del settore” è stata presentata nella sede di viale Magna Grecia.

Il comitato, come spiegato, nasce come strumento per sopperire alle difficoltà burocratiche ed economiche delle pmi della provincia ionica.

Il ruolo del comitato, composto ad oggi da cinque professionisti, consiste nel supportare, mediante la ricerca, lo studio e la creazione di nuovi servizi. Ma anche suggerire l’implementazione di nuovi standard qualitativi, sviluppare ricerche su argomenti specifici collegati alle esigenze dell’associazione; individuare nuove aree di intervento, tenendo conto del panorama scientifico, quindi indirizzare lo sviluppo di progetti eco-sostenibili incentivati dalle politiche comunitarie. L’iniziativa ruota attorno ai concetti di economia green e innovazione.

“Il comitato tecnico, composto da legali, ingegneri e diverse professionalità – ha spiegato Stefano Castronuovo – nasce per dare la possibilità alle aziende di avere informazioni utili, un servizio di supporto e assistenza. Da un lato per rendere più solide le aziende già esistenti sul territorio, facendole venire a galla, ma anche per dare linfa alle nuove realtà affiancando i giovani nell’avvio delle attività”. Insieme alle informazioni, c’è anche lo studio del territorio e delle sue possibilità di sviluppo, quindi non solo indicazioni tecniche ai singoli, ma anche un rapporto con le istituzioni per la lettura del contesto economico. Un discorso nel quale rientrano porto, infrastrutture, e via dicendo.

Si diceva dei dati. “Quello più impressionante – continua Castronuovo – è rappresentato dalle 264 imprese chiuse nel 2013 nel solo settore artigiano. Questo vuole dire che continuiamo a perdere lavoro, se consideriamo che ogni impresa pugliese conta, in media, 1,5 dipendenti”. Di qui la spinta a promuovere e sostenere le imprese. Le ‘vecchie’ come le nuove. Del resto, sono sempre più numerosi i giovani che, non trovando lavoro, se lo creano, investendo in nuove attività.