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Precari Asl, scatta la denuncia alla Commissione europea

Precari della sanità, funzione pubblica della Cgil di Taranto denuncia la Asl Taranto alla Commissione europea.

L’iniziativa si inserisce in un quadro di numerose battaglie avviate per tutelare i diritti del personale precario. Da oltre 3 anni è stata attivata la vertenza precari nei confronti della Asl Taranto, “al fine di veder riconosciuto il diritto alla conversione del contratto e/o il risarcimento del danno, in seguito all’utilizzo abusivo del contratto a termine così come previsto dalla normativa europea”. “Attendiamo entro fine anno la pronuncia definitiva della Corte di Giustizia europea – ricorda il segretario Mino Bellanova”

Intanto, la Fp Cgil tarantina ha provveduto a  presentare una denuncia formale alla Commissione europea “sulla discriminazione che la Asl Taranto, violando la clausola 4 della direttiva europea 70/1999, pone in essere nei confronti dei precari relativamente al mancato riconoscimento di alcuni istituiti contrattuali”.

“La denuncia da noi presentata – spiega Bellanova – mira a far riconoscere anche al personale con contratto a tempo determinato i permessi studio, i permessi retribuiti per la formazione, i permessi per motivi familiari gravi e per lutto, oltre che lo stesso numero di giorni di ferie spettanti ai colleghi con contratto a tempo indeterminato. Escludere il personale a tempo determinato dalla possibilità di accedere ad alcuni istituti contrattuali, previsti invece solo per il personale con contratto a tempo indeterminato rappresenta una violazione della clausola 4 della Direttiva europea (principio di non discriminazione) e della Carta dei diritti dell’uomo, in assenza di giustificazioni obiettive in grado di giustificare tale disparità di trattamento, così come specificato dalla Corte di Cassazione nella sentenza del 17.02.2011 numero 3871. La Commissione europea ritenendo fondata la nostra denuncia, e quindi riconoscendo un trattamento meno favorevole del personale a tempo determinato, rispetto a quello indeterminato, ha trasmesso la documentazione al sistema Eu-Pilot della stessa Commissione al fine di chiedere chiarimenti allo Stato italiano, fase preliminare per l’avvio di una procedura di infrazione”.