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Battaglia politica per il centro diurno

“L’affidamento del Comune? Con una convenzione diretta”. “Non è vero. C’è la manifestazione di interesse”. Botta e risposta tra i consiglieri comunali Dante Capriulo, Gianni Liviano ed i rappresentanti della cooperativa Pam.

I consiglieri, in una interrogazione indirizzata al sindaco ed all’assessore ai Servizi Sociali, chiedono chiarimenti in merito all’affidamento del centro diurno “chicco di grano 3” “in convenzione diretta ad una cooperativa sociale il cui direttore è stato condannato in primo grado di giudizio per corruzione e interdetto dai pubblici uffici”.

La richiesta dei consiglieri punta a “verificare che la dichiarazioni rese dalla coop Pam Service ai sensi dell’art. 38 e dell’art. 76 del Dpr 445/2000 con cui si attesta insussistenza cause ostative anche ai sensi del d.lgs 159/2011 riferita anche ad ulteriori amministratori con potere di rappresentanza nonché dei familiari conviventi, rispondano a quanto previsto dalla normativa corrente; di verificare che l’iter seguito per l’accreditamento della struttura (anche rispetto alle diverse tipologie di accreditamento ricevute) è corrispondente alle previsioni normative”.

La replica dei rappresentanti della cooperativa non si è fatta attendere. “La cooperativa Pam – si legge in una nota – come da regolamento regionale, essendo in possesso di tutti i requisiti previsti dal regolamento, ha chiesto l’autorizzazione al funzionamento dapprima come comunità educativa residenziale, per accogliere dieci minori più due posti per l’emergenza, e successivamente, dopo alcuni mesi di attività, ci siamo resi conto che l’Amministrazione era indirizzata a diminuire gli inserimenti in strutture dei minori e quindi la cooperativa ha deciso di chiederne la chiusura, sia al Comune di Taranto che la cancellazione dall’Albo regionale. Cosa ovviamente avvenuta. Atteso che questa è la nostra attività, periodicamente verifichiamo quali siano le esigenze richieste dal territorio e, di conseguenza, nel caso che ci occupa, siamo giunti alla determinazione di attrezzature la nostra struttura di viale Ionio, 441, come centro diurno riabilitativo per disabili art. 60, richiedendo nuovamente l’autorizzazione al funzionamento. L’amministrazione comunale e precisamente i servizi sociali dopo la visita della commissione (formata da componenti di Comune, Asl ed Ufficio Tecnico) constatando il possesso dei requisiti in base sempre al Regolamento regionale 4/2007, in data 4/2/2013 ha rilasciato l’autorizzazione al funzionamento e la Regione, a fronte della nostra specifica richiesta, ha iscritto il centro di viale Ionio, 441, nell’apposito Albo. Completato l’iter, e solo successivamente, la cooperativa ha fatto richiesta di convenzione al Comune. I Servizi Sociali hanno ritenuto opportuno inviare alla Regione richiesta scritta per chiedere la tariffa giornaliera da applicare, tariffa oggi pari a 52 euro giornalieri per utente frequentante il nostro centro diurno nettamente inferiore alla tariffa in uso nelle altre strutture”.

E, sull’affidamento diretto “non è corrispondente al vero, in quanto i Servizi sociali il 27 settembre 2013 hanno pubblicato per gli interessati (per chi volesse verificare la manifestazione è ancora presente sul sito del Comune) la richiesta di manifestazione di interessa a tutte le cooperative, ovviamente di tipo “A” (perché sono le uniche che possono gestire strutture). Solo successivamente la nostra cooperativa, risultando l’unica struttura strutturata autorizzata al funzionamento, i Servizi sociali insieme alla Asl hanno stipulato la necessaria convenzione in data 29 novembre 2013. Ci preme chiarire che mai un nostro amministratore ha riportato condanne e che chi rappresenta la nostra cooperativa, come previsto dalla legge, ne ha piena facoltà. Infine manifestiamo apprezzamento per l’attenzione che i consiglieri rivolgono all’utilizzo dei soldi pubblici, ma avremmo gradito che con la stessa solerzia avessero chiesto all’amministrazione quanto costa il trasporto dei disabili inseriti nel centro. Con loro somma sorpresa avrebbero appreso che il servizio è reso gratuitamente, in linea con la necessaria collaborazione che la nostra struttura ha (nell’interesse dei disabili) con i Servizi Sociali della nostra città”.