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Eni, la protesta degli autotrasportatori non si sblocca

Lo stato di agitazione non si ferma, almeno finché non arriveranno risposte da parte dell’Eni. E’ quanto ha spiegato Giuseppe Carenza, segretario regionale Ugl Puglia, nel corso della conferenza stampa tenuta stamattina nella sede del consorzio Lts.

La protesta davanti ai cancelli della raffineria, con il blocco delle attività di carico e scarico del carburante e i tir incolonnati sulla 106, è scattata ieri in vista del passaggio dell’appalto a imprese non pugliesi. Non si registrano, comunque, blocchi alla circolazione. Il tempo scade domani.

Proprio per questo la vertenza è stata oggetto ieri di un incontro fiume (fino alle 23) in prefettura. Nel corso dell’incontro era stata ipotizzata una soluzione per garantire la più alta percentuale di lavoro possibile ai 180 lavoratori del consorzio. Oggi si aspettava la risposta da parte dell’Eni. Invece, nulla. “Verba volant quindi non avendo ricevuto dall’Eni nessuna formalizzazione manteniamo lo stato di agitazione con il blocco dei rifornimenti. Lo facciamo per senso di responsabilità perché è meglio mantenere una manifestazione organizzata. Altrimenti si rischierebbe il disordine e la protesta si potrebbe far sentire e vedere”.

Aggiunge l’esponente dell’Ugl che conferma l’intenzione di garantire i servizi pubblici essenziali come previsto dalla legge. “Ai tarantini chiediamo di avere un po’ di pazienza e di sostenere questa battaglia”. In tarda mattinata una delegazione stava raggiungendo la prefettura in attesa di essere ricevuti.

Intanto, a breve il Comune convocherà i vertici della raffineria a Palazzo di Città. L’intento è quello di sbloccare l’impasse che rischia di compromettere, nelle prossime ore, i rifornimenti di carburante in città. Stamattina, a seguire la vertenza per contro dell’amministrazione comunale c’era il gruppo di Realtà Italia. “Continueremo a sostenere la protesta fino a quando l’Eni non darà le risposte che aspettiamo – attacca Francesco Di Giovanni, capogruppo in Consiglio comunale – non siamo più disponibili a rilasciare autorizzazioni fino a quando le aziende della grande industria non rispetteranno il nostro territorio”.

Secondo Di Giovanni “quello messo in atto dall’Eni sembra essere un ricatto, soprattutto in considerazione del progetto Tempa Rossa. Per quanto riguarda l’appalto degli autotrasportatori non si capiscono le ragioni della scelta della raffineria, visto che non ci sono vantaggi nè tecnici, nè economici”.