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Cumuli di rifiuti bruciati nella “discarica Galeso”

Roghi di rifiuti, discariche di amianto e rifiuti pericolosi. Gli attivisti di Plasticaqquà, che in più circostanze hanno promosso e realizzato giornate di raccolta di rifiuti nei pressi di fiumi e tratti costieri di Taranto, ci hanno segnalato la situazione di incuria e degrado che avvolge la zona compresa tra il fiume Galeso e la Circummarpiccolo.

“Ci preme segnalare la totale quanto inspiegabile assenza di cassonetti o cestini per la raccolta di rifiuti in due luoghi incantevoli che, in una città normale, sarebbero destinati ad essere luoghi naturalistici resi fruibili per famiglie e turisti: il fiume Galeso e la Circummarpiccolo. Sempre in questi luoghi, probabilmente anche per via dell’assenza di contenitori per il deposito dei rifiuti gli stessi vengono incendiati. L’incendio di materiali plastici produce sostanze altamente tossiche come le diossina, di cui Taranto, come ben sapete, non ha ulteriore bisogno. Infine ci preme segnalare l’ancora attualissima massiccia presenza di amianto in ogni angolo di Taranto. Questo materiale altamente tossico, bandito in Italia da 22 anni, è il responsabile di diverse patologie mortali che hanno un periodo di latenza anche di 40 anni. Ciò sta a significare che continueremo ad ammalarci e morire a causa dell’amianto fino a quando questo non sarà eliminato”.