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«Medicina a Taranto, ancora in attesa del dipartimento biomedico»

Renato Perrini

«La Regione stanzi 30 milioni perchè il Polo universitario diventi un centro di eccellenza didattica». La richiesta arriva da Renato Perrini, consigliere regionale di Fratelli d’Italia. «L’istituzione del Corso di laurea magistrale di Medicina e Chirurgia a Taranto, con sede nella ex Banca d’Italia, è ormai al terzo anno e si aggiunge ai tre corsi di laurea delle professioni sanitarie che si tengono nella Cittadella della Carità, ma in situazioni strutturali precarie. Precarietà – osserva Perrini – non solo degli spazi dove si svolgono le lezioni, ma anche di organizzazione, ancora carente. La Giunta regionale con apposita delibera aveva approvato la Convenzione università Asl di Taranto – Regione Puglia per le attività didattiche di Medicina a Taranto da tenersi in ospedali o reparti ordinari che si devono trasformare in cliniche universitarie.

Non solo, l’Università degli studi di Bari si era, altresì, impegnata a istituire a Taranto il Dipartimento Biomedico. E’ necessario che la Regione faccia le dovute pressioni amministrative nei confronti dell’Università di Bari affinché entro dicembre venga mantenuto l’impegno, indispensabile per le attività didattiche e di ricerca sia del corso di laurea di Medicina e Chirurgia sia per le Professioni sanitarie e il Corso di laurea magistrale di Scienze e Tecniche dello Sport. Tutto questo non si può fare solo con la buona volontà di chi sta operando, ma servono risorse serie, per questo ho preparato un emendamento al Bilancio 2022, che arriverà la prossima settimana in aula, per chiedere lo stanziamento di 30 milioni di euro a sostegno delle clinicizzazioni e del Dipartimento Biomedico. Contestualmente sarebbe necessario convocare un’apposita Conferenza dei Servizi che metta insieme il Presidente della Regione e il Rettore dell’università di Bari per definire l’organizzazione del Dipartimento Biomedico, nella ex Banca d’Italia con particolare riferimento al rogito e al completamento della ristrutturazione onde trasferire i corsi di laurea delle Professioni sanitarie e attivare laboratori e biblioteca e l’istituenda azienda ospedaliera San Cataldo».