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Foto e video dall’inferno dei profughi sbarcati a Taranto. E ne arrivano altri 300

Nei loro occhi lo smarrimento di chi ha perso tutto. Nel loro cuore la speranza di trovare riparo alla disperazione da cui sono scappati. In due giorni a Taranto sono sbarcati 2400 profughi raccolti nelle acque del Canale di Sicilia dalle navi della Marina Militare italiana.

Sono stati portati a Taranto solo come tappa di passaggio, in attesa di una nuova destinazione.

Sono soprattutto siriani e sudanesi in fuga dalla guerra civile e dalla miseria. Con loro bambini, centinaia di bambini e persino qualche neonato. Il mondo che hanno lasciato alle spalle non li ha accolti e loro non capiscono neanche il perché. 

Ci si augura che l'Europa ricca e pacifica possa aprire le sue braccia. Lo chiede anche l'Onu: non può essere solo un problema dell'Italia, hanno fatto sapere i vertici delle Nazioni Unite. 

Speriamo che qualcuno ascolti quelle parole. 

Intanto, questa sera, ancora sbarchi di immigrati al porto di Taranto. Intorno alle 18.30, al molo San Cataldo, attraccherà nave Bergamini. 

A bordo 294 immigrati eritrei. Si tratta del terzo sbarco in tre giorni al porto di Taranto. Lunedì nave Etna ha portato sulla terra ferma 1.300 profughi siriani e sudanesi salvati nel Mediterraneo nell’ambito dell’operazione “Mare Nostrum”. Il copione si è ripetuto ieri pomeriggio quando, a bordo di nave San Giorgio, sono arrivati al porto 1.027 migranti.

Diverse centinaia hanno lasciato Taranto con autobus e treni. Gli altri sono stati accompagnati nelle strutture di accoglienza messe a disposizione da Comune e Caritas. Si tratta dalle palestra Ricciardi di via Golfo di Taranto; dell’ex asilo nido Baby Club di via delle Cheradi, del centro polivalente di via Lisippo e del mercato ortofrutticolo all’ingrosso di via Orsini al rione Tamburi.

La prefettura, già dalle prime ore del mattino, ha messo a punto un piano per accogliere l’ennesimo sbarco di immigrati nella città bimare: 194 uomini, 51 donne e 48 minorenni. Si tratta di eritrei in fuga dalla dittatura. Dopo le operazioni di sbarco ed i controlli medici a cura del personale dell’Asl e della Croce Rossa, saranno accolti al PalaRicciardi e nelle strutture del rione Tamburi. In 44, invece, saranno ospitati a Martina Franca.

Anche il Comune di Grottaglie ha dato disponibilità per accogliere un centinaio di immigrati.

“Abbiamo messo a disposizione strutture, pasti e tutto quanto necessario ad accogliere questa gente – spiega il vicesindaco, Lucio Lonoce – stiamo coordinando anche gli aiuti che ci stanno arrivando dai cittadini tramite onlus e associazioni di volontariato”.

Stamattina al PalaRicciardi, la struttura che sta sostenendo il peso maggiore dell’emergenza, l’atmosfera era tranquilla. “Al momento ci sono 122 profughi sbarcati ieri pomeriggio – spiega Gregorio Cavallaro, vicesegretario Ser Protezione Civile Taranto. Ringraziamo i tarantini che ci stanno aiutando a fronteggiare l’emergenza donando generi alimentari e vestiario. Allo stato attuale, però, abbiamo bisogno di acqua e indumenti intimi”.
 

Ecco alcune immagini che raccontano di uomini e donne scampati all'inferno.