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“Grazie Taranto per come stai accogliendo i profughi”

«La nostra città è diventata porto d’approdo dei tanti disperati che affrontano i rischi di un lungo viaggio e che si imbarcano su mezzi di fortuna per raggiungere territori dove sperano di costruirsi un futuro. E Taranto ed i tarantini hanno dato prova della loro umanità mobilitandosi immediatamente in aiuto di questi fratelli senza chiedersi di quale nazionalità fossero e perché fossero qui. Non ne sono stupito. Da quando sono in questa città ho avuto tante volte avuto modo di riscontrarlo».

E' il messaggio dell'arcivescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro, in occasione dell'emergenza profughi che da giorni vede Taranto protagonista di una gara di solidarietà. 

«Le nostre parrocchie – scrive l'Arcivescovo Metropolita – si sono messe subito in moto per raccogliere aiuti tramite le Caritas parrocchiali. Alcune si sono fatte carico direttamente di assistere, ad esempio, le 180 persone ospitate nella struttura The World di Massafra e le 60 nel Terminal Ionio. La Caritas diocesana è direttamente impegnata nelle operazioni di accoglienza al porto e 80 persone sono ospitate nella struttura dell’ex scuola Lisippo ai Tamburi».

«Molti  sono i profughi ospitati dalla parrocchia del Divino Amore al quartiere Paolo VI. Tanti – continua mons. Santoro – sono i nostri giovani impegnati come volontari che ci raccontano episodi di commozione e fratellanza. Le difficoltà di comunicazione dovute alla lingua non hanno impedito loro di informarsi sulle storie di ognuna di quelle persone; hanno ascoltato i racconti della guerra, del freddo e poi del caldo, della sete. Hanno giocato con i bambini dopo averli lavati e rivestiti. Hanno fatto tutto quello che Gesù ci ha chiesto di fare per i nostri fratelli: “In verità io vi dico: ogni volta che avete fatto questo a uno di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25). I volontari di Taranto ci riportano anche la necessità che tutta questa generosità sia coordinata e che le esigenze delle diverse strutture di accoglienza possano essere monitorate e smistate da un unico centro di raccolta; ci chiedono presidi medici permanenti presso ogni struttura affinché il monitoraggio sanitario non ricada esclusivamente sulle spalle di generosissimi medici volontari».

«So che le cose, dopo un momento di iniziale confusione – sottolinea il presule -, cominciano a migliorare: ringrazio tutti. La Chiesa di Taranto, pur già molto impegnata nell’accoglienza, non risparmierà forze e risorse per venire incontro alle esigenze che si presenteranno. Continuiamo uniti al lavoro assiduo della Prefettura, del Comune, delle Associazioni dei tanti tarantini impegnati e dei centri di accoglienza. Al popolo di Dio chiedo di non mancare a questa chiamata, di non perdersi dietro dubbi e distinguo questa è la nostra partita, questo è il nostro mondiale della solidarietà! A tutti la mia benedizione».