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Giustizia per Carmela, 20 anni di carcere ai due imputati

Dieci anni di carcere per Salvatore Costanzo e 9 anni e 6 mesi a Filippo Landro, entrambi di Acireale (Catania). E' questa la condanna inflitta dal Tribunale di Taranto, presidente Alessandro De Tomasi, a latere Incalza e Ruberto, nei confronti di due imputati accusati di abusi sessuali nei confronti di Carmela, la 13enne che il 15 aprile 2007 si tolse la vita lanciandosi dal balcone di un appartamento al rione Paolo VI di Taranto.

È stato invece assolto per non aver commesso il fatto un altro imputato, Massimo Carnevale.

La corte è andata anche oltre le richieste del Pubblico Ministero, Stefania Ferrieri Caputi, che aveva chiesto sette anni di carcere per i due siciliani e l'assoluzione per Carnevale, difeso dall'avv. Maurizio Besio.

Il Tribunale ha anche previsto una provvisionale di 20mila euro in favore della parte civile.

Agli imputati venivano contestati due episodi avvenuti fra il 9 e l'11 novembre del 2006. Secondo l'accusa, avrebbero attirato la ragazzina con una scusa all'interno di un camper, nei pressi di un ipermercato, e poi l'avrebbero costretta a subire atti sessuali.

Carmela, che era stata affidata temporaneamente a un istituto per minori disagiati, si uccise cinque mesi dopo aver subito gli abusi. La drammatica storia della 13enne è raccontata nella grafic novel di Alessia Di Giovani e Monica Barengo, pubblicata nel 2013 da Becco Giallo. Il patrigno di Carmela, Alfonso Frassanito, è presidente dell'Associazione per la tutela dei diritti di minori e famiglie 'IoSòCarmelà.