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Ecomafia, è boom di reati. Taranto è al secondo posto

Il capoluogo jonico è al secondo posto in Puglia nel ciclo illegale di rifiuti con 98  infrazioni. Taranto è solo preceduta da Bari che ha 177 infrazioni. Intanto la Puglia è la terza regione in Italia per illegalità ambientali, con 2.931 infrazioni accertate nel 2013, 2.579 persone denunciate, 28 arresti e 1.028 sequestri effettuati.

Le province di Bari e Foggia si piazzano al quinto e sesto posto nella classifica delle province, con 846 e 795 infrazioni. Sono i dati contenuti nel rapporto Ecomafia 2014, presentati dal presidente di Legambiente Puglia, Francesco Tarantini.

Il rapporto si concentra su ciclo illegale dei rifiuti, traffico e smaltimento illecito, sui reati in materia di abusivismo edilizio, di energie rinnovabili, racket degli animali e archeomafia. Nel ciclo illegale dei rifiuti la Puglia è al secondo posto con 469 infrazioni, 487 persone denunciate, 9 arrestate e 242 sequestri effettuati (2.620 aree sequestrate per smaltimento illegali dal 2007 ad oggi).

Nella classifica dell’illegalità nel ciclo del cemento la Puglia è al secondo posto con 603 infrazioni accertate (l’11 per cento del totale nazionale), 880 persone denunciate, 14 arresti e 318 sequestri effettuati. Quattro province su sei, Bari, Foggia, Lecce e Taranto, sono tra i primi 14 posti della graduatoria provinciale del “mattone fuorilegge”. In undici anni su 3.557 ordinanze di demolizione relative a 72 comuni pugliesi sono state però solo 187 quelle eseguite (il 5,25 per cento).

La Puglia è poi al settimo posto sul fronte dell’archeomafia, con 36 furti di opere d’arte e al terzo posto per il racket degli animali (corse clandestine di cavalli, combattimenti tra cani, traffico di animali da compagnia, commercio di specie protette, macellazione clandestina, bracconaggio e pesca di frodo) con 953 infrazioni accertate, 899 persone denunciate, 50 arresti e 321 sequestri. Dal 2002 sono state avviate 44 inchieste contro organizzazioni dedite  al traffico dei rifiuti, il 18,6 per cento delle indagini nazionali in materia.

Preoccupante il dato dei traffici transfrontalieri di rifiuti, soprattutto diretti verso il Sud est Europa e l’Estremo oriente, con oltre 180 tonnellate di cascami di gomma e pneumatici fuori uso, materiale tessile e plastico, carta da macero, rifiuti ferrosi ed elettrodomestici.