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“Prima l’Ilva, ora i profughi. Lo Stato non dimentichi Taranto”

«L’accoglienza che la città di Taranto sta riservando ai tanti profughi in arrivo in questi giorni è la testimonianza tangibile delle potenzialità dei nostri concittadini, ma anche la dimostrazione  concreta dell’atteggiamento di uno Stato che continua a delegare e dimenticare».

È quanto ha affermato Irene Lamanna, presidente dell’associazione Taranto Turismo sull’arrivo dei migranti nel capoluogo ionico.

«I tarantini – ha proseguito Lamanna – stanno esternando ancora una volta le loro grandi potenzialità umane, ma come spesso è avvenuto in passato sono compleamente dimenticati dallo Stato che si fregia solo di commentare con toni trionfalistici l’esito di queste vicende. La cittadinanza continuerà ad accogliere chiunque abbia bisogno di aiuto: uomo, donna o bambino, senza alcuna distinzione, ma ha anche il diritto di pretendere e ottenere attenzione da uno Stato che, invece, sembra abituato a scaricarle addosso la risoluzione dei problemi».

Lamanna ha poi aggiunto che «dal punto di vista turistico l’immagine della città, dopo la vicenda Ilva, viene ulteriormente colpita e lo Stato dovrà quindi trovare il modo di risarcire i tarantini. Le istituzioni locali trovino il coraggio di alzare la voce e pretendere, in cambio del sacrificio che cittadini e associazioni stanno compiendo ogni giorno, la realizzazione di infrastrutture e di misure adeguate che possano aiutare questo territorio a crescere. Se la politica nostrana non è in grado di riuscire a raggiungere questi obiettivi, tragga le dovute conclusioni e consenta a questa città di continuare a sacrificarsi, ma senza la rassegnazione che nulla cambierà a Taranto».