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La città è accerchiata, ecco il regno dei lavavetri

Lavavetri in viale Magna Grecia e via Magnaghi, accattoni in centro e in via Ancona, parcheggiatori abusivi che ormai sono dappertutto. La città è accerchiata. Episodi come la furibonda rissa al semaforo, avvenuta nei giorni scorsi in viale Magna Grecia, e che ha visto protagonisti tre lavavetri rumeni, non fa altro che aumentare la percezione della insicurezza nei cittadini.

Gli automobilisti hanno avuto molta paura quando hanno visto i tre affrontarsi brandendo cacciavite e bastoni. Il lancio di un oggetto contundente ha provocato anche il danneggiamento della carrozzeria di una vettura parcheggiata nelle vicinanze.

A partecipare alla zuffa un 26enne, un 33enne e un 35enne, che si sono affrontati per strada con arnesi utilizzati come armi improprie. I lavavetri rumeni, difesi dagli avvocati Adriano Minetola e Gianluca Sebastio, sono stati fermati dai carabinieri e poi rilasciati.

Da troppo tempo ad ogni angolo della città richieste ripetute di accattoni che quasi “inseguono” i passanti.Numerose le segnalazioni di cittadini esasperati. Esiste quasi una mappa precisa. In centro zingari, sulle principali strade che conducono in città i lavavetri e nei rioni periferici giovani africani col cappellino in mano che si appostano soprattutto davanti agli esercizi commerciali chiedendo una offerta ai clienti. Non offrono nulla ma chiedono insistentemente una moneta. Viale Magra Grecia, via Ancona, via Magnaghi.

Ma non solo. Queste le principali “direttrici”, alle quali si aggiungono, in direzione Taranto, quelle di San Giorgio Jonico e Massafra.E poi supermercati presidiati da extracomunitari pronti ad allontanarsi alla prima avvisaglia di controlli da parte delle forze dell’ordine.
E per finire i minori usati per l’accattonaggio. Li trovi agli angoli delle strade, fra i tavoli all’aperto delle pizzerie. Sono i piccoli accattoni, che ai loro sfruttatori non fanno affatto pena, tutt’altro, visto che sono in grado di guadagnare diverse decine di euro al giorno. Sono soprattutto stranieri, prevalentemente nomadi.

L’accattonaggio è altamente remunerativo per le organizzazioni criminali che fanno “lavorare” i ragazzini privandoli dell’istruzione, obbligandoli a vivere per strada in condizioni di pericolo e, a volte, utilizzando anche metodi particolarmente violenti.