x

x

Omicidio Grottaglie, Ligorio insiste: Non volevo

Ha ribadito la sua versione dei fatti, confermando anche al Gip Patrizia Todisco, che lo ha interrogato in mattinata, che non voleva uccidere la donna che amava. Beniamino Ligorio, bracciante agricolo, 33enne sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per l’omicidio volontario della sua compagna Fiorenza De Luca, 28enne tarantina, uccisa con un colpo di pistola alla fronte, accompagnato dal suo avvocato Ciro D’Alò ha confermato quanto detto al pm.

Non voleva uccidere Fiorenza, è stato solo un tragico incidente. Al Gip spetterà decidere sulla convalida del provvedimento adottato all’alba di sabato scorso: verdetto nelle prossime ore.

Nel pomeriggio si attendono gli esiti dell’autopsia, effettuata dal dottor Marcello Chironi. L’esame autoptico dovrà aiutare a capire l’esatta dinamica di quanto è accaduto venerdì pomeriggio in via Corsica, nel centro storico di Grottaglie, dove la coppia viveva da sei mesi. Sarà chiaro anche se la donna fosse incinta o meno. Ligorio aveva subito raccontato, ed ha confermato oggi, di aver ucciso Fiorenza per sbaglio, mentre stava maneggiando una pistola modificata er dimostrare alla compagna – sempre contraria a che l’uomo avesse con sè quella 8 mm – che l’arma fosse scarica. Non era così.

Un solo colpo, esploso a una distanza di circa un metro, ha provocato la morte immediata della donna, al termine di una giornata in cui la coppia, ha raccontato Ligorio, dopo aver pranzato insieme, aveva vissuto momenti di intimità. La pistola, un’arma modificata completa di caricatore con cinque proiettili, uno dei quali in canna, era detenuta illegalmente e pistola sarebbe stata trovata dall’uomo nelle campagne di Martina un anno e mezzo fa, tenuta perchè così si sentiva “sicuro”.

In mattinata Fiorenza aveva scritto con vernice in spray “Ti amo Beniamino. By Fiore” sul pavimento sotto i portici del centro storico, a poca distanza dall’abitazione, nel luogo in cui Ligorio parcheggiava sempre l’auto quando rientrava a casa. I due figli della vittima, avuti da una precedente relazione, erano a giocare con dei coetanei e non si sono resi conto di null, ed ora Sono stati affidati ai parenti. Resta sulla sfondo la questione della gelosia, causa di alcuni litigi avvenuti nei giorni precedenti. La versione dell’incidente, raccontata da Ligorio, non ha convinto i poliziotti coordinati dal pm Mannu che sabato mattina al termine di un lungo interrogatorio, lo hanno sottoposto a fermo di polizia giudiziaria.

La lunga scia di femminidi, intanto, non si ferma. La scorsa notte a Siena un uomo ha accoltellato a morte la moglie e si è poi lanciato dall’ultimo piano del palazzo. Prima di suicidarsi l’uomo ha contattato il 113 confessando il gesto. La chiamata al 113, con cui M.V., senese di 78 anni, affermava di aver ucciso la moglie, V.L. di 76 anni, e annunciava l’intenzione di lanciarsi dalla finestra è arrivata nella notte intorno alle 2.30. Inutile ogni tentativo del poliziotto di trattenerlo al telefono: l’anziano ha infatti interrotto subito dopo la comunicazione.

Immediatamente la sala operativa della Questura di Siena ha inviato una volante in via Pantaneto, nel centro storico, dove abitava la coppia, trovando il corpo dell’uomo riverso in strada. Insieme ai Vigili del fuoco, fatti intervenire sul posto, gli agenti sono entrati nell’appartamento al terzo piano del palazzo, dove all’interno della camera da letto hanno trovato il cadavere della donna morta a causa di numerose ferite da arma da taglio.