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Il dolore dei commercianti e il peso delle responsabilità

Green Pass

Era inevitabile che ciò accadesse. Le nuove restrizioni antiCovid si sono abbattute sull’economia del commercio. Dai ristoranti alle discoteche tutti pagheranno il prezzo di queste misure cautelative. Non si può che essere comprensivi verso imprenditori, già in difficoltà, che vedono sfumare incassi e in taluni casi persino prospettive di sopravvivenza. Ma che ci fosse questo rischio eravamo tutti consapevoli. Per questo risulta ancora più incomprensibile e irritante l’atteggiamento di quanti, proprio nel settore della ristorazione, continuano a mostrare una certa tolleranza, per usare un eufemismo, nei confronti di chi non è in possesso di green pass.

A Taranto come nel resto d’Italia. Verifiche molto blande o del tutto assenti agli ingressi di bar, ristoranti, pizzerie e simili hanno contribuito ad aumentare le probabilità di diffusione del virus, mettendo peraltro a rischio la salute di clienti e dipendenti. È una forma di mancata sicurezza sul lavoro anche questa. Tutto agevolato, va detto, da controlli non sempre sistematici e capillari. Ora se ne pagano le conseguenze. Le associazioni di categoria possono fare ancora molto per spiegare ai propri associati che se non si rispettano le misure di protezione della salute a pagare è poi proprio il portafogli degli stessi commercianti. E spiace che il peso di queste misure poi ricada anche su chi le regole le ha sempre rispettate. C’è ancora troppa pericolosa tracotanza nei confronti del Covid e delle misure di protezione. Con un comportamento più rigoroso, non solo risparmieremmo a tutti qualche inutile rischio di salute e insidiosi buchi nel conto in banca degli stessi commercianti, ma ci risparmieremmo anche la strafottenza di chi, non vaccinato e senza particolari precauzioni, si è gustato la capricciosa al tavolino e al chiuso di una pizzeria per poi farsene vanto e beffa alla faccia di chi le regole le ha rispettate.

Enzo Ferrari