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Bombe della mala nel parco delle famiglie

Le bombe della mala nel parco delle famiglie. Due ordigni confezionati artigianalmente e pronti all’uso sono stati rinvenuti in un cestino dei rifiuti del Parco del Mirto, nel quartiere Paolo VI.

L’inquietante scoperta è stata fatta dai poliziotti della sezione “Falchi” della Squadra Mobile. Gli agenti in borghese diretti dal dottor Roberto Giuseppe Pititto ieri pomeriggio sono stati impegnati in un mirato servizio nel quartiere periferico, a caccia di armi ed esplosivo della criminalità locale. In un cestino hanno trovato le due bombe del peso  di un chilo e mezzo l’una.

Tre chili di esplosivo nel parco frequentato dalle famiglie e soprattutto dai bambini. Nella zona in cui su un maxischermo è stato proiettato l’esordio della nazionale italiana ai Mondiali.

Ora gli investigatori della questura stanno indagando per accertare se servissero per un attentato nel quartiere o se siano state abbandonate da qualcuno che si sentiva braccato dalle forze dell’ordine.

Ieri pomeriggio sul posto è intervenuto anche l’artificiere della polizia che ha recuperato gli ordigni.Gli esperti dell’antisabotaggio dovranno accertare se l’esplosivo sia dello stesso tipo di quello utilizzato nelle settimane scorse per i tre attentati dinamitardi compiuti in città.

Tre incursioni dei bombaroli nel giro di pochi giorni. Prima un ordigno era stato piazzato e fatto deflagrare davanti alla saracinesca di una sala giochi. Poi era saltata in aria la serranda di un negozio di bibite. Il terzo  attentato ai danni di un noto ristorante che è situato in viale Trentino. L’operazione è stata eseguita ieri  dai poliziotti della Mobile a due settimane da una analogo intervento dei carabinieri nell’altro versante della città. Le bombe della mala erano state nascoste in un canneto.Tre ordigni di media potenza e del peso di oltre quattro chili erano stati rinvenuti nei pressi di un rudere in viale Jonio dalle forze dell’ordine  che in questo periodo stanno effettuando controlli a tappeto anche nelle zone di campagne e nelle case diroccate per contrastare le  bande dedite al racket.

Anche in quella circostanza erano intervenuti gli artificieri del nucleo antisabotaggio che avevano repertato e messo in sicurezza i tre ordigni.