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La vedova Darcante: “Non abbiate paura di denunciare”

«Lo so che ci si trova davanti a un bivio, il lavoro o la salute, ma non abbiate paura di denunciare ciò che di illecito e di sbagliato c'è in quella fabbrica, se non volete farlo per voi, fatelo per le vostre famiglie …ribellatevi».

E' uno dei passaggi più toccanti della lettera aperta ai lavoratori Ilva scritta da Stefania Corisi, vedova di Nicola Darcante, il 39enne operaio del reparto Ocm-Cap (Officina centrale di manutenzione -carpenteria) morto il 16 maggio scorso per un carcinoma alla tiroide che gli era stato diagnosticato 6 mesi prima.

Nel reparto sono una quindicina i casi di tumore e disfunzioni alla tiroide diagnosticati: «A 34 anni – scrive ancora la donna – sono rimasta vedova. Una parola che per me è un macigno. Nicola ha trascorso sei lunghissimi mesi di sofferenza atroce. Tanta sofferenza non la merita nessuno, nemmeno il peggiore degli uomini. Non è giusto. Voi avete il diritto di crescere i vostri figli, perchè loro hanno bisogno di voi. Mio marito non potrà più farlo, lo hanno portato via dalle nostre figlie di 2 e 8 anni. Il profitto di pochi a scapito della salute di tanti: questo ha ammazzato Nicola».