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Progetto Cimino, il piano della discordia

“Più di due ore di confronto inon hanno portato, per l’ennesima volta, ad alcuna risoluzione e a nessuna presa di posizione”.

E’ quanto afferma il presidente della Confesercenti di Taranto, Vito Lobasso, in riferimento al piano Cimino. Il progetto prevede la realizzazione di abitazioni, fabbricati e centri commerciali nella zona est della città.

“Lunedì scorso il Consiglio comunale di Taranto è tornato a riunirsi per discutere, tra le altre cose, dell’annosa questione relativa al piano particolareggiato 3.2 (cosiddetto Piano Cimino) – ricordano da Confeserceti. Le due mozioni presentate dal capogruppo del Pd Azzaro e dai tre consiglieri di opposizione Capriulo, Venere e Liviano per cercare di fermare la proposta di delibera discussa in Commissione Assetto del Territorio, sono state ritirate ancor prima del voto, a causa di un emendamento proposto dal consigliere Bonelli dei Verdi.

“Dovremmo scrivere – ha affermato Bonelli – che il Consiglio comunale esprime parere negativo riguardo ad eventuali previsioni edificatorie in zona Cimino. Invece, qui si dice in stile politichese, di sospendere ogni ulteriore iniziativa di espansione urbanistica sino ad un eventuale specifico pronunciamento del Consiglio. Con la modifica che propongo saremmo al riparo da ogni ambiguità”. Ma l’accordo non c’è stato. Il leader dei Verdi ha oltretutto fatto luce su un altro aspetto, che desta non pochi dubbi. Ha fatto notare come l’iniziativa di stilare il piano particolareggiato sarebbe stata della direzione Urbanistica, senza che vi fosse stata indicazione alcuna da parte del Consiglio comunale. Bonelli ha chiesto che venga aperta un’inchiesta interna circa l’operato della direzione Urbanistica, per cercare di comprendere di chi sia stata effettivamente l’iniziativa. Adesso il Pd e parte della maggioranza presenteranno l’atto di indirizzo politico che passerà al vaglio del Consiglio comunale. Resta da vedere se ci saranno i numeri per approvare la delibera”.

Confesercenti Taranto ancora una volta chiede che si faccia chiarezza mettendo in evidenza “le perplessità nei confronti di una maggioranza che di fatto non sembra tale, perché ha ancora al suo interno elementi discordi. La chiosa del presidente della Commissione Assetto del Territorio, Guttagliere, da sempre favorevole al piano, per quel che ci riguarda non può costituire un deterrente alla sua realizzazione. “Si tratta di grosse iniziative come la realizzazione degli ipermercati Leroy Merlin e Decathlon. Quando vado a Bari – commenta Guttagliere – vedo tanti tarantini in quei centri commerciali. E’ possibile che una città come Taranto di 210mila abitanti non abbia strutture del genere?”

E’ un punto di vista contestabile sotto più aspetti. Innanzitutto non contribuisce in maniera significativa al problema occupazionale come ampiamente annunciato, dato che gran parte della forza lavoro verrebbe prelevata dall’esistente Brico. In più non si può continuare ad ignorare i dati: 30% le attività commerciali calate solamente al rione Borgo, 38 gli edifici in centro in totale fatiscenza, 16.000 gli abitanti in meno nelle vie più centrali. E’ inaccettabile che si perseveri su tale linea di pensiero, facendo finta di ignorare problemi che vessano il territorio in maniera importante. Ci pare invece che si prosegua, unicamente e come sempre, perseguendo una logica di concorrenza sleale a scapito del territorio, che insieme ai commercianti, è la vera vittima di questo stucchevole gioco delle parti. Ci consentiamo oltretutto di obiettare come la posizione del presidente Guttagliere rifletta un giudizio a nostro parere troppo personale che non ci sembra opportuno, e tantomeno rilevante, soprattutto in funzione della carica istituzionale che riveste. Riteniamo che non abbia avuto alcuna prudenza nel diffondere il suo messaggio agli organi di stampa. Auspichiamo, pertanto, un cambio della guida alla Commissione Assetto del Territorio mediante dichiarate dimissioni della Presidenza o in alternativa, invitiamo il sig. sindaco a provvedere egli stesso per una sostituzione”.