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“Tartarugaio, pronti a costituirci parte civile”

“Siamo pronti a costituirci parte civile nel procedimento riguardante la realizzazione del tartarugaio”. A comunicarlo è stato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, il presidente della Fondazione Taranto, l’avvocato Enzo Gigante.

Il blitz della Guardia di Finanza, su disposizione del pm Enrico Bruschi è scattato esattamente un anno fa. Era il primo luglio, infatti, quando i militari della Fiamme Gialle misero i sigilli alla struttura realizzata in un’area sottostante il lungomare della Città vecchia. Alla base del sequestro ci sarebbero diverse irregolarità, soprattutto di natura edilizia. Quattordici gli indagati tra cui dirigenti comunali, funzionari e imprenditori. Stamattina l’avvocato Gigante ha ricostruito la vicenda.

“Tutto parte dalla delibera di Giunta comunale n. 87 dell’1 marzo 2004 avente ad oggetto “Por Puglia 2000-2006 Asse V – Enti locali e qualità della vita – Misura 5.1 – Linea A – Azioni 6 – Approvazione interventi denominato “L’Isola dei Delfini – Presidio Multinazionale di Sanità e Benessere della Fauna Marin a Protetta”. Recepimento progetto definitivo, dell’importo di 6.088.643,98 euro. Approvazione progetto esecutivo stralcio funzionale. L’appalto viene vinto da una Ati contratto n.8021 del 03.09.2009 (da rilevare che all’epoca l’Autorità Portuale non aveva ancora sottoscritto alcun contratto con il Comune per la realizzazione dell’opera, contratto che è stato stipulato nel 2005). Da rilevare che il progetto definitivo dell’opera del 2003 riguardava: a) Polo Città Vecchia, b) Torre Zozzoli. Ritiene il Comune di partire con il primo polo perché ha acquisito tutti i pareri e di rinviare quello di Torre Zozzoli per il quale però non vi era nessun progetto nemmeno preliminare".

"La concessione marittima è del 07 giugno 2005 n.18 con determinazione delle aree Molo Sant’Eligio sino a Base Castello Aragonese con l’indicazione specifica dei metri quadri e metri cubi da occupare con termine della concessione al 31.12.2014. La concessione prevedeva che l’intervento di “colmata” dovesse rispettare i termini di dragaggio e di estensione con l’indicazione del rispetto delle leggi specifiche. Attenzione, l’intervento di colmata e relativa autorizzazione spettava alla Regione, che non l’ha data, e tale circostanza era nota all’Autorità Portuale quindi è chiaro che tutto l’iter autorizzativo per la realizzazione di una tale operazione di colmata è rettifica della linea di costa risulta viziata ab origine: la colmata ha una estensione per ulteriori 457 mq. I lavori a seguito di contratto iniziavano il 03.09.2004 e dovevano terminare il 16.04.2006, ma gli stessi furono sospesi la prima volta il 22 aprile 2005 sino a luglio stesso anno e venivano pagati ben due sal sino al 28.11.2005; di poi dal 26 ottobre 2006 la sospensione divenne definitiva per il dissesto del Comune di Taranto. Della ripresa del progetto se ne parlava in Giunta nel 2010; conseguentemente con determina dirigenziale n.1390 del 20 aprile 2012 vi è una variante l’impianto da “delfinario” diventa tartarugaio, naturalmente l’impegno economico cresce anche per la variazione dei suddetti nuovi progetti ed annessi. I lavori riprendono il 3 maggio 2012 a tutta velocità e riguardano il fabbricato, la colmata, la trasformazione della costa. Da tenere presente che nessuno si era molto preoccupato della finalità da raggiungere e dal costo delle attrezzature mancando ogni indicazione; dal personale da impegnare e si scopre solo successivamente che la manutenzione dell’immobile e la sua funzionalità avrebbe dovuto avere un impegno economico di oltre un milione e centomila euro all’anno”