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Bombe a ristoranti e sale ricevimenti, 9 arresti. I nomi

Volevano imporre il controllo su un noto ristorante di Laterza e per riuscirci avevano progettato anche l’omicidio di un imprenditore del settore.

Otto le persone arrestate all’alba di oggi, dalla Polizia tra Taranto e la provincia jonica, al termine di indagini iniziate a Matera un anno fa, dopo alcuni attentati ai danni di un’altra sala ricevimenti.

All’operazione “Tritolo” è sfuggito per ora il presunto killer designato dell’imprenditore, che è indagato per il tentativo di omicidio di un carabiniere, avvenuto in provincia di Foggia circa un anno fa.

Tutto è cominciato con gli attentati alla sala ricevimenti di Matera. La banda composta da persone residenti in provincia di Taranto, anche se due risultano residenti a Montescaglioso,  voleva “convincere” il titolare a rinunciare alla gara per l’assegnazione della sala ricevimenti di Laterza, che stava per essere sganciata dall’amministrazione controllata in cui si trovava.

La denuncia dell’imprenditore ha fatto scattare le indagini degli investigatori della Squadra Mobile di Matera, diretti dal dottor Nicola Ficarino.

I poliziotti lucani hanno potuto contare sulla collaborazione dei loro colleghi della Squadra Mobile di Taranto, guidati dal dottor Roberto Giuseppe Pititto.  Tutti i dettagli del blitz sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa tenuta stamattina, a Matera, dal questore Stanislao Schimera e dal procuratore Celestina Gravina.

Gli investigatori della questura hanno scoperto e bloccato anche il piano per uccidere uno dei due imprenditori di Taranto interessati alla sala di Laterza: la moto che il killer avrebbe utilizzato è stata custodita in un furgone.

Gli agenti in borghese della  Squadra Mobile ha sequestrato anche due pistole, una calibro 9 e una calibro 7.65. Non è escluso che si tratti delle armi che i nove avrebbero voluto utilizzare per gli agguati.

I tarantini finiti nella rete della polizia sono Cosimo Damiano Morrone, Michele Mottolese, Matteo Ditaranto, Egidio Apollinare, Filippo Carbotti, Marco Carenza, Stefano e Vincenzo Clemente.

Gli otto arrestati e il ricercato sono accusati a vario titolo di tentato omicidio, tentata estorsione, detenzione e porto illegale di esplosivo e armi.