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Futuro Ilva: Gnudi-sindacati, primo round

Faccia a faccia in un clima teso. E’ quello previsto per oggi, tra il nuovo commissario dell’Ilva Gnudi ed i vertici di Fim, Fiom e Uilm. La situazione del Siderurgico è difficile, ed i sindacati chiederanno a Gnudi anche una parola chiara sul paventato ingresso di ArcelorMittal in Ilva.

Da parte loro, i metalmeccanici si preparano alla mobilitazione del giorno 11, a Roma, a Palazzo Chigi, per chiedere “un futuro” per l’Ilva.

E’ già polemica, comunque, visto che i Liberi e Pensanti hanno già risposto picche. “ Ora ci invitano a recarci a Roma, perché? Perché Roma rappresenta lo Stato? E’ qui lo Stato!  Non dimentichiamoci che questa azienda è commissariata e che dall’inizio, gli incapaci che hanno rappresentato lo Stato, hanno sempre ribadito che l’Ilva è fondamentale per il Pil nazionale, tanto che adesso si tenta di venderla agli indiani o ai cinesi! Emissari dello Stato che in questi ultimi due anni non hanno fatto altro che umiliare, con le loro affermazioni, le condizioni di vita degli operai e dei cittadini di questa città. Senza andare troppo indietro nel tempo, il sub-commissario Ronchi ha dichiarato che la qualità dell’aria di Taranto e tra le migliori d’Italia. I sindacati non hanno battuto ciglio davanti a tali affermazioni. Risparmiamoci scioperi farsa come quelli del 26-27 luglio del 2012 dove mezza azienda era a fare blocchi stradali mentre l’altra metà continuava a produrre nonostante il fantomatico sequestro, cosa che accadrà anche l’undici luglio”.

Il comitato si rivolge direttamente agli operai Ilva: “vi invitiamo a boicottare questo sciopero falso o meglio, prendiamo al volo l’occasione per pretendere il fermo definitivo degli impianti e la riconversione di questa azienda attraverso il reimpiego dei sui operai nelle bonifiche vista l’incapacità di garantire la produzione di acciaio pulito perché è come garantire ad un vecchio camion mai manutenuto, che viaggia senza autista e senza freni, travolgendo cittadini e lavoratori di continuare a circolare impunemente”.