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Omicidio di Grottaglie, la difesa: “Scarcerate Ligorio”

GROTTAGLIE – Omicidio di Fiorenza De Luca, la parola alla Cassazione.

Un ricorso alla Suprema Corte è stato presentato oggi dall’avvocato Fabrizio Lamanna, difensore di Beniamino Ligorio, finito in carcere perchè accusato di aver ucciso la compagna con un colpo di pistola al volto. Il difensore dell’uomo, che ha presentato un ricorso “per saltum” direttamente alla Cassazione e cioè senza passare dal tribunale del riesame, chiede agli “ermellini” che il suo assistito torni in libertà poichè non si è trattato di un omicidio volontario.

L’avvocato Lamanna ribadisce che si è trattato di un fatto accidentale. Secondo la difesa Ligorio quella sera voleva spostare la pistola da una stanza a un’altra e quando ha appoggiato l’arma sul tavolo la convivente gli ha chiesto se fosse carica.

“Non preoccuparti è scarica” avrebbe detto Ligorio alla compagna e mentre puntava la canna in aria per dimostrare che la pistola non era carica avrebbe fatto una leggera pressione sul grilletto ed è partito un colpo che ha centrato Fiorenza in pieno volto.

L’avvocato Lamanna ha chiesto  e ottenuto che il medico legale nominato dalla difesa, il dottor Italo Ricapito, possa eseguire una perizia balistica sulla pistola, una calibro 8 modificata che Ligorio sostiene di aver trovato nelle campagne di Martina Franca.

Per la polizia e per i magistrati inquirenti, invece, si è trattato di un omicidio e non di un incidente.  Il terribile episodio è stato ricostruito dagli investigatori del Commissariato di Grottaglie, diretti da dottor Vincenzo  Maruzzella che insieme al pm Marina Mannu, nella notte tra il 20 e il 21 giugno hanno interrogato per ore Beniamino Ligorio, sottoponendolo a fermo l’indomani mattina.

Poi è arrivata la convalida del provvedimento da parte del gip con l’ accusa di omicidio volontario e detenzione illegale d’arma da fuoco.

Il 33enne secondo la polizia ha sparato da una distanza di circa 70-80 cm puntando al centro del viso. Ha premuto il grilletto, la donna è caduta in una pozza di sangue, e lui ha preso il telefono e ha chiamato il 118 chiedendo aiuto. Fiorenza, dall’autopsia eseguita dal medico legale, dottor Marcello Chironi, è risultata essere incinta di poche settimane. Sarebbe stato il terzo figlio.  Gli altri due hanno otto e cinque anni. Secondo l’accusa l’uomo potrebbe aver sparato per motivi di gelosia, probabilmente dopo un litigio ma per la difesa le ore precedenti non sono state burrascose per la coppia. L’avvocato Lamanna sostiene che Fiorenza era in pace col convivente e  ha scritto anche vicino casa con una bomboletta spray la frase “Ti amo Beniamino”.

Ligorio ha sempre sostenuto che il colpo è partito accidentalmente nel piccolo appartamento di via Corsica. Quando quella sera è stato lanciato l’allarme i poliziotti sono piombati sul posto e hanno accertato che nella prima stanza dell’abitazione, situata al pianoterra, vi era una donna supina sul pavimento, priva di vita, in una pozza di sangue.

Vicino a lei una pistola posata per terra, su un pantaloncino jeans, ripiegato. Vicino all’arma una cartuccia inesplosa e un bossolo. 
Beniamino Ligorio era in lacrime, seduto sul marciapiede, vicino all’ambulanza del 118, a qualche metro dall’abitazione.