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Al via il processo al clan Taurino

TARANTO –  Droga e racket in città vecchia: al via  con il rito ordinario  per “Duomo 2011”.  Tra gli imputati c’è anche Ignazio Taurino, elemento di rilievo della criminalità tarantina,  che è difeso dagli avvocati Salvatore Maggio e Gaetano Vitale. L’udienza è stata aggiornata al prossimo 7 luglio per il conferimento dell’incarico al perito fonico che dovrà  trascrivere le intercettazioni telefoniche.
Il collegio difensivo è composto tra gli altri dagli avvocati Antonio Mancaniello, Patrizia Boccuni, Fabio Nicola Cervellera, Massimiliano Scavo e Francesco Marturano.
Un anno fa la Guardia di Finanza ha notificato 39 ordinanze di custodia cautelare a presunti affiliati al clan Taurino con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti. In trentaquattro finirono in carcere e cinque  ai domiciliari.
Le indagini, coordinate dal pm della Dda di Lecce Alessio Coccioli, riguardò una presunta organizzazione che aveva la sua base operativa nella città vecchia.  Tra gli imputati, come detto,  c’è anche Ignazio Taurino, che nell’inchiesta  è stato indagato a piede libero.   Le indagini furono supportate da intercettazioni telefoniche e ambientali, servizi di appostamento,  pedinamento e da riprese filmate.
E’ stato accertato che la presunta associazione mafiosa, caratterizzata da una elevata caratura organizzativa, ha garantito nel tempo un costante approvvigionamento di sostanze stupefacenti, rifornendo sistematicamente aree di mercato sempre più vaste.  L’organizzazione si occupava prevalentemente del traffico di droga, ma cercava anche di condizionare il mercato del pesce e di inserirsi in attività economiche come gli eventi culturali e turistici organizzati nella città vecchia.
Le indagini, durate un anno, sono state caratterizzate, come detto, da attività tecniche. In particolare sono state 24mila le ore di telefonate e di immagini registrate attraverso telecamere nascoste e cimici.  Il clan Taurino, secondo gli inquirenti, aveva collegamenti anche con altri gruppi malavitosi. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati 7 chili di hashish e dosi di cocaina e marijuana.