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Topi sino ai piani più alti e in trappola finiscono le famiglie

Topi in città. L’allarme arriva da due zone distinte, accomunate dalla improponibile convivenza con i ratti.

Il primo Sos è quello che arriva dal condominio in via Umbria 192. Gli abitanti del palazzo si rivolgono al Sindaco e alla Asl, disposti ad accollarsi le spese, purchè si intervenga.

E spiegano: «Da tempo il nostro stabile è stato preso d’assalto da topi di grosse dimensioni che arrampicandosi lungo le pareti hanno raggiunto i piani alti dell’edificio. Siamo abituati a vederli scorrazzare sui nostri balconi per cui non possiamo tenere le finestre
aperte sia di giorno che di notte».

Praticamente, in trappola ci sono finite le famiglie. «I ratti provengono sia dalle fogne su via Umbria che da un giardino, di altra proprietà, su cui affacciano parte dei balconi dei nostri appartamenti. Recentemente non è stato possibile procedere alla igienizzazione dei serbatoi di accumulo dell’acqua in quanto, una nutrita schiera di topi ha impedito l’accesso alla sala idrica agli addetti alla pulizia».

Il problema non è nuovo. E neanche le segnalazioni. «Già nel mese di gennaio abbiamo inoltrato istanza presso i pubblici uffici affinché si provvedesse ad una adeguata derattizzazione a salvaguardia della salute pubblica. Ad oggi non abbiamo avuto riscontro
alle nostre segnalazioni. Pertanto vi invitiamo – scrivono a Comune ed Asl – a voler intervenire, eventualmente anche a nostre spese, per risolvere l’increscioso problema».

Da via Umbria al Borgo, in via duca degli Abruzzi 57, per la precisione. Una residente in quel condominio si è rivolta alla nostra redazione. Il palazzo affaccia sul ‘giardino’ tra via Principe Amedeo e via duca degli Abruzzi, dove un tempo c’era un palazzo, poi crollato. E’ lì il ‘punto di ritrovo’ di scarafaggi e topi. I residenti li vedono dai balconi, col timore che possano raggiungere l’androne del palazzo. Problemi su problemi. Perchè l’occasione è buona per segnalare un altro disagio: crepe e calcinacci all’interno del palazzo, nell’androne appunto, non fanno dormire sonni tranquilli alle famiglie. E la chiamano estate.