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“L’assenteismo? Non si risolve spaventando i lavoratori di Teleperformance”

“Alla luce dei dati presentati da Teleperformance al termine dell’Osservatorio Nazionale tenutosi a Roma l’11 luglio, come Slc Cgil esprimiamo insoddisfazione per l’approccio dell’azienda rispetto alle tematiche da lei stessa denunciate”. Così Andrea Lumino.

“Innanzitutto riteniamo essenziale fare quanto prima una riunione nazionale per fare  il punto della situazione rispetto all’applicazione dell’accordo dello scorso Gennaio; tuttavia riteniamo essenziale affrontare e risolvere quanto prima il problema denunciato dal Direttore Generale Gabriele Piva relativo all’assenteismo. Pensiamo che presentarci i dati di assenza comparando le percentuali prima e dopo la conferenza stampa aziendale del 2 luglio, sia inutile e riduttivo, come se si volesse risolvere la problematica solo spaventando i lavoratori”.

La Slc Cgil ritiene invece fondamentale “risolvere le cause del fenomeno (peraltro non così pesante come lasciato intendere dall’azienda) affrontando il problema dell’organizzazione del lavoro, della turnistica e della conciliazione dei tempi vita/lavoro dei lavoratori di Taranto: dopo aver creato il contatto e registrata disponibilità da parte di Italia Lavoro nell’attuare il progetto “LA F.E.M.M.E.”  per Tp (un progetto voluto dal Ministero del Lavoro proprio per aziende con queste problematiche), aspettiamo che l’azienda dia disponibilità per avviare un tavolo negoziale” aggiunge Lumino. “Parallelamente, noi non arretreremo sulla nostra iniziativa sindacale a tutela dei lavoratori: per questo, andremo sino in fondo sui decreti ingiuntivi per il riconoscimento dell’elemento di garanzia e della maggiorazione del Santo Patrono,oltre che alle cause a favore di chi ha subito ingiustamente uno sbagliato utilizzo della cassa integrazione (esiste già una sentenza di Tribunale che ci dà ragione). È ora che Teleperformance chiarisca cosa voglia fare: la schizofrenia della gestione di questi giorni, tra conferenze stampa allarmanti, articoli contraddittori e scarse relazioni industriali, non è rispettoso delle migliaia di lavoratori che continuano a fare sacrifici in un contesto esplosivo come Taranto”.