x

x

Ha ucciso per rapina sotto l’effetto della coca

Lo ha atteso sotto casa, gli ha puntato un coltello alla gola, e lo ha costretto a condurlo fino a contrada Putrano, nelle campagne di Faggiano. 

Cosimo D’Aggiano, 45 anni, tossicodipendente, voleva portar via la macchina e i soldi  all’ingegnere di 43 anni, Cataldo Pignatale e quando il professionista ha reagito lo ha prima picchiato a sangue e poi sgozzato. Il presunto assassino è stato bloccato dai carabinieri della Stazione di Sava mentre rientrava a casa.

Aveva ancora gli abiti sporchi di sangue.

D’Aggiano è stato subito condotto in caserma e davanti agli investigatori del Reparto Operativo di Taranto e della Compagnia di Manduria ha ammesso le sue responsabilità. Piena confessione anche in sede di interrogatorio davanti al pm Remo Epifani.

Gli investigatori dell’Arma hanno chiuso il caso a tempo di record accertando che D’Aggiano dopo aver sniffato cocaina, mentre si trovava a Taranto, è entrato nell’auto dell’ingegnere, ha minacciato con taglierino il professionista e lo ha costritto a  dirigersi nelle campagne di Faggiano. Una volta in contrada Putrano lo ha massacrato di botte e poi lo ha ammazzato con un fendente alla gola. Dopo l’omicidio D’Aggiano si è allontanato dalla zona con l’autovettura della vittima. Prima di abbandonare la macchina, a tre chilometri dal luogo del delitto, ha “ripulito” il portafogli.

L’arma dell’omicidio, gli indumenti e il portafogli dell’ingegnere sono stati poi rinvenuti dai carabinieri nelle campagne circostanti, anche grazie alla collaborazione del presunto assassino. L’operazione illustrata in una conferenza  a cui hanno preso parte il procuratore Franco Sebastio, il sostituto, Remo Epifani, il tenente colonnello Giovanni Tamborrino, il capitano Pasquale Del Giudice e i tenenti Russo e Chu.