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Sos delle Guardie giurate tarantine

“Condizioni di lavoro sempre più stressanti, precarizzazione crescente, stipendi e indennità parcellizzate, drastica riduzione del personale a causa di una progressiva spinta competitiva nella logica del massimo ribasso nelle gare d’appalto”. Sono solo alcune delle rivendicazioni dell’associazione guardie riunite d’Italia che, attraverso il suo presidente Massimo Raffi richiama l’attenzione sull’attività di prevenzione e sicurezza nella provincia di Taranto.

“Le guardie giurate – stando a quanto viene denunciato nel documento dell’Agri – hanno visto negli ultimi tempi calare il proprio numero in favore della mobilità, scendere gli importi delle loro buste paga con mancati riconoscimenti contrattuali, ritardi negli stipendi”. E ancora, “Lo straordinario selvaggio e la negazione dei turni di riposo, dei permessia e delle ferie diventa la normalità”.

“Alcuni Istituti riescono a fare di più – si legge nel documento – sfruttando le risorse del territorio attraverso le maestranze di fuori provincia, negando quella possibilità occupazionale dei mobilitati della provincia di Taranto. Assistiamo a veri e propri esodi di lavoro verso gli istituti bancari e verso le postazioni di Taranto senza che gli istituti di vigilanza interessati abbiano investito nel territorio e sui lavoratori tarantini”.

Infine l’appello: “Taranto dal punto di vista lavorativo vive un periodo storico difficile ma non per questo deve essere un territorio di conquista”. L’Agri si rivolge alle istituzioni, agli organi politici del territorio che vengono invitati “ad intervenire per ridare dignità lavorativa al settore della vigilanza armata che negli ultimi anni ha visto chiudere importanti realtà provinciali nell’ambito della vigilanza e mettere in mobilità centinaia di professionisti”.