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Condannato dirigente comunale: 6 mesi per abuso d’ufficio

Sei mesi di reclusione, con sospensione condizionale della pena e, per lo stesso periodo, interdizione dai pubblici uffici per il reato di abuso d’ufficio.

Il Collegio Penale di Taranto, presieduto dal giudice dott. Petrangelo, ha condannato il dirigente dell’Ufficio Tecnico di Crispiano, ing. Angelo Pizzigallo, per il caso de Le Caselle; il dirigente è stato condannato, inoltre, al pagamento delle spese processuali (circa 20.000 euro) e al risarcimento dei danni da liquidare in altra sede.

Il procedimento fu attivato con la presentazione da parte delle imprese aderenti al Consorzio di un esposto alla Procura di Taranto, in presenza del  rifiuto da parte del dirigente di concedere la proroga del permesso di costruire, rilasciato tre anni prima dal commissario ad acta nominato dalla Provincia. Il dirigente aveva motivato il rifiuto della proroga del permesso di costruire perché “a suo parere” il permesso autorizzativo era illegittimo. E’ stato necessario un ennesimo ricorso al Tar (sono stati sei, a scandire questa vicenda) per la proroga del permesso. Le aziende del consorzio sono state assistite, in questa lunga ma vincente battaglia legale, dagli avvocati Franco e Guglielmo De Feis, Luca Balistreri e Fabio Scarcella.

Un passo indietro, per capire cosa è successo. Nel dicembre del 2004,  alcune aziende del territorio si sono riunite in Consorzio per superare le difficoltà che le ridotte dimensioni aziendali e le problematiche ad esse connesse venissero superate proprio attraverso lo strumento dell’aggregazione consortile. Il consorzio quindi, in linea con il suo programma statutario, assistito dallo Studio di Progettazione Integrata dott. Scornavacca di Taranto, progetta il Polo Integrato di Sviluppo “Le Caselle” che a Crispiano raccoglie  piccole imprese industriali, artigianali e di servizi del luogo: 15 capannoni industriali di varie dimensioni e un moderno Centro Servizi, oltre ad un ampio parco a verde pubblico.

Il consorzio presenta il progetto incardinandolo in un procedimento che, secondo le previsioni normative, doveva durare al massimo 9 mesi. Invece, si trascina stancamente per oltre  2 anni con la prospettiva evidente della bocciatura del progetto. Ma gli atteggiamenti negativi cambiano alla notizia che il progetto si era classificato primo nella graduatoria nazionale del Pon Pia Net-working: viene approvato ed è pronto per il ritiro del permesso di costruire. Sembra il lieto fine di una lunga e a tratti burrascosa vicenda; ma non è così.

Le interpretazioni del dirigente condannto causano l’insorgere di notevoli difficoltà organizzative e finanziarie per le imprese del Consorzio, con una procedura che dilata enormemente i tempi e aumenta in maniera esponenziale i problemi, anche finanziari, per il Consorzio e i suoi consorziati, che chiede l’intervento sostitutivo della Regione. Verificata la gravità del momento, l’ente investe la Provincia che nomina il Commissario ad acta, il quale completa la procedura autorizzativa e rilascia finalmente il permesso di costruire nel dicembre 2008, vale a dire dopo  3 anni dall’approvazione definitiva del progetto. Tra mille difficoltà finanziarie le imprese avviano gli investimenti ricevendo le delibere di finanziamento delle banche e le provvidenze della Regione Puglia. Ma mentre la macchina del cantiere  sembra ormai avviata, arriva l’ennesimo provvedimento negativo del dirigente.