Nuovo picco di contagi a Taranto. Preoccupano le ospedalizzazioni

Nuovo picco di contagi, e numero elevato di decessi, sul fronte pandemico in Puglia. Preoccupano le ospedalizzazioni: in base ai dati forniti dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, l’Agenas, il tasso di occupazione è salito al 13 per cento nelle intensive e al 22 nei reparti. Entrambi i parametri sono ora oltre la soglia critica. Dalla Regione si precisa poi che “con riferimento al bollettino nazionale sull’aggiornamento dei dati covid (dati aggregati quotidiani Regioni/PPAA, Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità) il dato della Regione Puglia relativo ai nuovi casi positivi è di 28.589, di cui: 12.414 sono i nuovi casi positivi diagnosticati nelle ultime 24 ore; i restanti 16.175 sono frutto del riconteggio di casi diagnosticati con tampone antigenico rapido dal 1 gennaio 2022, secondo le nuove disposizioni nazionali. Le operazioni di riconteggio proseguiranno an cora nei prossimi giorni”.

“Questa pandemia non è affatto finita e, con l’incredibile crescita di Omicron a livello globale, è probabile che emergano nuove varianti” ha detto il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus nel briefing sul Covid da Ginevra. “Omicron può essere in media meno grave, ma la narrativa che si tratti di una malattia lieve è fuorviante, danneggia la risposta generale” alla pandemia “e costa più vite”, ha aggiunto. “In alcuni paesi, i casi di Covid sembrano aver raggiunto il picco, il che fa sperare che il peggio di quest’ultima ondata sia finito, ma nessun paese è ancora fuori dai guai”, ha avvertito il numero uno dell’Oms. Perché il virus “sta circolando troppo intensamente” e rischia di colpire le “molte persone ancora vulnerabili”. Quanto all’impatto di Omicron, ha ricordato, “sta provocando ricoveri e decessi e anche i casi meno gravi stanno inondando le strutture sanitarie”. “Per molti paesi le prossime settimane saranno critiche”, soprattutto per quelli con “bassi tassi di vaccinazione”, ha avvertito. Da parte sua, l’Ema “non ha ancora visionato i dati sulla quarta dose” del vaccino anti-covid.

“Attualmente, non ci sono prove della necessità di una quarta dose nella popolazione generale”, precisa intanto Marco Cavaleri, responsabile per i vaccini dell’Agenzia europea del farmaco Ema, durante un briefing video con la stampa. La somministrazione ripetuta di dosi “booster del vaccino anti-Covid con intervalli molto brevi potrebbe ridurre il livello di anticorpi che possono essere prodotti ad ogni somministrazione”, aggiunge. “Nelle persone con sistema immunitario gravemente indebolito e che hanno ricevuto già tre dosi, sarebbe ragionevole che le autorità sanitarie prendessero in considerazione la somministrazione di una quarta dose”, suggerisce Cavaleri. Una revisione degli studi scientifici dell’Ema, inoltre, “non ha rilevato alcun aumento del rischio di complicanze dopo il vaccino anti Covid a mRna in gravidanza, per aborti spontanei, per nascite pretermine o effetti avversi nei bambini non ancora nati”. “I vaccini anti-Covid in gravidanza sono sicuri”, ha ribadito l’Ema dopo l’analisi di una revisione dettagliata di diversi studi che hanno coinvolto circa 65mila gravidanze in diverse fasi. Intanto, i primi dati sul vaccino Moderna contro la nuova mutazione Omicron potrebbero arrivare a marzo. Ad annunciarlo, spiega la Cnn, il Ceo dell’azienda Séphane Bancel in un collegamento con un evento collegato al World Economic Forum di Davos. Intorno a marzo, ha spiegato il Ceo, “dovremmo essere in grado di avere dati da condividere con le autorità per capire il prossimo passo avanti”.

Per Bancel “c’è sempre stata una grande collaborazione tra gli esperti di salute pubblica, le autorità che definiscono le regole e i produttori di vaccini per capire quale sia la strada migliore” e “per due anni abbiamo lavorato tutti letteralmente insieme sette giorni alla settimana per capire come combattere questo nemico comune che è il virus. Il nemico – ha poi sottolineato il Ceo Moderna – non è un’altra compagnia o un altro gruppo. Il nemico è stato e rimarrà sempre e solo il virus”. Un vaccino combinato per Covid-19 e influenza di Moderna, ha aggiunto inoltre il Ceo, potrebbe essere disponibile in alcuni Paesi non prima dell’autunno 2023. Questa data per Bancel sarebbe infatti lo “scenario migliore”.

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