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Inferno sull’Intercity da Roma verso Taranto

Hanno vissuto il loro incubo peggiore. Al buio, vittime di un caldo soffocante, consolati solo dai propri genitori. Prigionieri, con i finestrini rimasti maledettamente chiusi.

C’erano anche molti bambini, tra gli involontari protagonisti dell’odissea dell’Intercity Roma-Taranto di Trenitalia. Quasi un film dell’orrore, che per fortuna ora è finito.

Il treno che collega la Capitale con il capoluogo ionico è rimasto bloccato per circa due ore nella tarda serata di ieri a causa di un guasto nelle campagne del foggiano. Un guasto che, in realtà, era annunciato, visto che già in precedenza durante il tragitto c’era stato qualche problema, che si pensava non avrebbe compromesso il funzionamento del mezzo. Così non è stato. Le vetture del convoglio sono rimaste al buio e con i finestrini chiusi, a quanto si apprende, per un paio d’ore. Solo 10 minuti prima della mezzanotte il treno ha fatto il suo ingresso nella stazione di Foggia ma, nel frattempo, alcuni dei passeggeri erano già stati vittime di malori, causati dal caldo asfissiante e dallo stress per la drammatica situazione.

Partito alle 16.05 da Roma, per un guasto al locomotore il treno – composto da otto convogli, pieno e come detto con molti bambini a bordo – si è fermato nelle campagne a nord del capoluogo dauno. L’assenza momentanea di elettricità a bordo ha causato il buio nelle vetture e ha determinato l’impossibilità di aprire i finestrini. Dopo la lunga insistenza dei passeggeri, il macchinista ha deciso di aprire le porte, chiuse per motivi di sicurezza.

Sul posto è giunta anche un’ambulanza assieme ai carabinieri e alla Polfer. Secondo quanto riferito da alcuni passeggeri, le prime avvisaglie del guasto sono state avvertite attorno alle ore 20 ma il treno ha continuato la corsa fino alle 22, quando si è fermato in aperta campagna. Non è la prima volta, comunque, che sulla tratta ferroviaria Roma-Taranto si registrano di questo tipo.

Lo scorso novembre, ad esempio, l’Intercity 707 ci ha messo una cosa come quattordici ore (non è un errore di stampa: sono proprio 14 ore) per raggiungere la Puglia. Ma altri ‘inconvenienti’, per fortuna di minore entità, sono all’ordine del giorno. L’ennesima penalizzazione per un territorio, quello tarantino, che vive una condizione di isolamento in evidente contrasto con quella ‘strategicità’ di cui tanto si parla ma che sembra valere solo per le merci, e non per le persone.