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Buonasera

Contagi da covid, in Puglia ancora boom

Ancora alto il numero di nuovi positivi al Covid, in Puglia e nel Tarantino. E ci sono altri dieci decessi: sono quindi 20 in due giorni. Nelle ultime 24 ore in Puglia sono stati effettuati 94.146 test per l’infezione da Covid-19 coronavirus e sono stati registrati 9.433 casi positivi, così suddivisi: 3.072 in provincia di Bari, 1.068 nella provincia Bat, 837 in provincia di Brindisi, 1.425 in provincia di Foggia, 1.651in provincia di Lecce, 1.281 in provincia di Taranto, 52 casi di residenti fuori regione, 47 casi di provincia in definizione. Sono stati registrati 10 decessi. I casi attualmente positivi sono 139.003; 655 sono le persone ricoverate in area non critica, 69 sono in terapia intensiva.

Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 7.015.998 test; 487.146 sono i casi positivi; 341.059 sono i pazienti guariti; 7.084 sono le persone decedute. I casi positivi sono così suddivisi: 170.704 nella provincia di Bari; 49.535 nella provincia Bat; 45.337 nella provincia di Brindisi; 76.682 nella provincia di Foggia; 72.245 nella provincia di Lecce; 67.795 nella provincia di Taranto; 3.532 attribuiti a residenti fuori regione; 1.316 di provincia in definizione. Sul boom di positività interviene Pier Luigi Lopalco, ex assessore alla Sanità, epidemiologo: “In piena fase pandemica scovare ed isolare i portatori asintomatici è centrale per il controllo della diffusione. Ha quindi molto senso lo screening esteso ed il contact tracing per identificare e bloccare lo sviluppo dei focolai.

Ma siamo sicuri che in questa fase la ricerca spasmodica dei portatori asintomatici sia effettivamente produttiva? Quando dico ‘questa fase’ mi riferisco ad un momento della pandemia in cui la quota di individui completamente o parzialmente protetti rappresenta almeno il 90% della popolazione: mi riferisco a chi ha fatto tre dosi di vaccino sommati alla più variegata combinazione di una/due dosi di vaccino + una o più infezioni da Sars-CoV-2. In questa popolazione il portatore asintomatico non necessariamente rappresenta una iattura. Un’infezione lieve o totalmente asintomatica in un individuo parzialmente protetto sostituisce in effetti un richiamo vaccinale. Perché accanirsi dunque su portatori asintomatici accertati o potenziali con un inferno di dispositivi di isolamento, quarantene, certificati e tamponi di uscita? E’ il momento di dare una seria sforbiciata alle regole con le quali abbiamo fino ad oggi gestito la pandemia. Meno tamponi e più prescrizioni al cittadino che deve finalmente sentirsi investito da una responsabilità personale nel caso in cui sia stato a contatto con un positivo o abbia scoperto per caso di essere portatore del virus. Le regole attuali stanno creando confusione, assenteismo ingiustificato dal lavoro e disagi al cittadino alla spasmodica ricerca di un salvifico tampone.

Per non parlare della enorme frustrazione negli operatori sanitari che, nonostante il lavoraccio che fanno ormai da due anni, devono per giunta sentirsi dire che il tracciamento è saltato (come se il tracciamento servisse a qualcosa in questa fase) o che tengono prigionieri in casa cittadini in buona salute”. Proprio la Puglia è la regione più vaccinata d’Italia ed è sul podio anche in Europa. Lo stabiliscono i dati diffusi da Agenas, l’agenzia nazionale per la valutazione e il monitoraggio dei servizi sanitari erogati dalle Regioni, che analizzano i livelli di copertura raggiunti nella campagna vaccinale contro il Covid. Come si evince dal report, con l’86,66 % della popolazione generale che ha ricevuto almeno una dose di vaccino, la Puglia conferma il primato a livello nazionale (media italiana 83,71%), e conquista la terza posizione in Europa, immediatamente dopo Malta e Portogallo. “Questo risultato è frutto di un grande lavoro di squadra e, soprattutto, del senso di responsabilità e della partecipazione dei pugliesi” commenta il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. La campagna vaccinale in Asl Taranto ha registrato martedì il totale di 6.265 dosi somministrate: 645 prime dosi, delle quali 278 pediatriche; 1103 seconde dosi, delle quali 368 pediatriche; 4.517 dosi di richiamo. Nello specifico, a Taranto 759 dosi sono state somministrate presso la Svam e 1.042 presso l’Arsenale della Marina Militare; 842 dosi a Ginosa; 850 dosi a Martina Franca; 1.042 nelle farmacie abilitate; 82 in altre strutture sanitarie. I medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta hanno somministrato 1.392 dosi nei propri ambulatori e 54 a domicilio.

“Più medici e infermieri per cercare di garantire al meglio il servizio delle Usca, ossia le unità speciali che assicurano l’assistenza domiciliare integrata ai pazienti covid” è poi la richiesta del consigliere regionale Giacomo Conserva, componente della III Commissione Sanità della Regione Puglia, indirizzata al presidente e assessore alla Sanità Michele Emiliano. “E’ necessario rafforzare questo servizio – commenta Conserva – con l’assunzione di altre figure professionali per allargare la rete degli interventi, in particolare nella provincia ionica, di gestione domiciliare dei pazienti covid dimessi dalle strutture ospedaliere o mai ricoverati. Una misura importantissima, in questa quarta ondata, che garantirebbe maggiore assistenza ai malati che non hanno necessità di cure ospedaliere e, allo stesso tempo, ridurrebbe il numero di accessi negli ospedali lasciando posti liberi per i malati più gravi”. “Le attività delle Usca si potrebbero ampliare anche in un’ottica di riorganizzazione della rete assistenziale territoriale, coinvolgendo i professionisti medici nelle vaccinazioni anti Covid-19, nell’effettuazione dei tamponi e in altre tipologie di assistenza medica al fine di supportare anche i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta” ha concluso il consigliere regionale Giacomo Conserva.

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