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Fondi all’editoria, i giornali pronti alla mobilitazione

Il silenzio del Governo sulla necessità di rimpinguare le risorse necessarie a far fronte al pagamento dei contributi diretti all'editoria rischia di provocare un nuovo terremoto tra le imprese editoriali italiane.

Particolarmente penalizzate sarebbero, infatti, le testate cooperative, quelle che garantiscono l'informazione locale, le testate no profit, di idee e di valori. Testate che occupano migliaia tra giornalisti e poligrafici e che attraverso l'indotto (distribuzione e tipografie) creano occupazione e risorse importanti in un settore duramente colpito dalla crisi economica in corso.

Proseguiranno, nei prossimi giorni, gli incontri in sede istituzionale e sociale della cooperazione aderente all’Alleanza delle Cooperative Italiane della Comunicazione per far crescere la sensibilità attorno alla necessità di avere certezze dal Governo rispetto all’ormai drammatico problema del finanziamento del contributo diretto all’editoria.

I tempi stringono, visto che subito dopo l'estate si dovrà passare alla fase di assegnazione delle risorse previste dalla legge e che al momento sono del tutto insufficienti, nonostante la contrazione dell'importo per ciascuna testata concesso attraverso il nuovo sistema di calcolo del contributo.

Il rischio concreto, a questo punto, è che con stanziamenti ridotti lo Stato paradossalmente sarebbe costretto a spendere più soldi di quanti ne dovrebbe stanziare per mantenere in piedi il sistema. La chiusura di decine di testate, infatti, si tradurrebbe inevitabilmente in un aggravio dei costi per la cassa integrazione e la riconversione lavorativa di migliaia di persone, oltre che in mancati introiti per tasse e contributi che queste aziende versano nelle casse pubbliche.

Il fabbisogno stimato per far fronte a quanto la legge prevede per i soggetti riconosciuti è di circa 100 milioni di euro, contro uno stanziamento postato in Bilancio di circa 55 milioni ed uno annunciato di soli 45 milioni. Per questa ragione, l’Alleanza delle Cooperative Italiane della Comunicazione intende promuovere, in una data vicina al 20 settembre che sarà comunicata a breve, un’iniziativa, alla presenza di Parlamentari, forze sociali ed economiche e cooperative di giornalisti.

Un’iniziativa che ponga, Governo e forze politiche, di fronte alla necessità di un intervento urgente, per ridare opportunità di tenuta, ristrutturazione e crescita alle realtà più rappresentative delle testate giornalistiche locali. L’iniziativa di settembre sarà promossa con il più ampio coinvolgimento delle altre associazioni dei piccoli editori locali e no profit, a partire da File, Fisc, ma anche, ne siamo certi, da Fnsi.

Il lavoro delle prossime settimane dovrà porre le premesse per un’azione parlamentare che consenta di porre il tema al centro dell’interesse dell’opinione pubblica. Particolare rilevanza avrà, per la cooperazione e le testate giornalistiche locali e del no profit, l’opportunità di ragionare sugli scenari derivanti dalla Riforma del servizio pubblico della Rai, nonché del sistema dell’emittenza più in generale e dell’editoria: la cooperazione è pronta a fare la propria parte e a suggerire e interpretare nuove forme trasparenti di condivisione e partecipazione dei cittadini alla definizione e realizzazione, anche a livello locale, di una più ampia ed efficace
declinazione del servizio pubblico.