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Lavori fantasma nella Città vecchia, 9 indagati tra imprenditori e funzionari comunali

Lavori mai eseguiti per la ristrutturazione e il consolidamento di palazzi pericolanti della Città vecchia: nove indagati tra imprenditori e funzionari comunali.

I finanzieri del Nucleo di polizia tributaria, diretti dai tenenti colonnello Giuseppe Micelli e Dario Marano, stamattina su delega dalla Procura jonica hanno eseguito un sequestro preventivo d’urgenza di quattro edifici di proprietà comunale, in cui abitano una ventina di famiglie, situati nel Borgo antico, ritenuti pericolanti.

Nove persone, tra imprenditori e funzionari pubblici, risultano indagati con l'accusa a vario titolo di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, omissione di lavori in edifici a rischio crollo e falso ideologico.

Le indagini delle Fiamme Gialle del comando provinciale hanno riguardato i lavori di ristrutturazione e consolidamento di alcuni stabili della città vecchia finanziati dalla Regione Puglia con l’appalto denominato “Vicolo 2- Lotto 3”.

In pratica la società riconducibile ad un gruppo imprenditoriale attivo nel settore degli appalti pubblici e specializzata nelle riqualificazioni urbanistiche, secondo l’accusa, attraverso l’attestazione dei lavori mai eseguiti, avrebbe conseguito illecitamente 725mila euro. 

Tutto ciò sarebbe stato possibile anche grazie alla presunta connivenza dei funzionari comunali che talvolta, se condo gli inquirenti, avrebbero  omesso ogni forma di controllo e, in altre circostanze, collaudato opere mai realizzate.

Tra gli aspetti tecniche emersi  nel corso delle indagini e delle perizie  è da segnalare quello relativo all’assenza di opere di sostegno delle fondazioni degli stabili che sono stati interessati dai lavori.

In particolare la ditta appaltatrice avrebbe dovuto supportare la statica degli edifici con pali radice a livello di circa sedici metri nel sottosuolo. In realtà secondo la Procura e la  Guardia di Finanza l’imponente  struttura architettonica riguardante aree per circa mille metri quadrati, non  sarebbe stata mai realizzata così come altre aree di rilievo, tanto per l’equilibrio statico e dinamico delle costruzioni, quanto per la salubrità e la qualità della vita delle persone che hanno ricevuto in assegnazione gli  immobili dopo la loro presunta riqualificazione.

Ecco gli indagati: Pietro Galiuto, titolare della ditta Volpe Scavi, che si aggiudicò i lavori; Antonio Liscio (co-progettista), Marcello Traversa (direttore dei lavori), Mario Pepe (progettista), Antonio Mancini (responsabile unico del procedimento), Silvio Rufolo (dirigente Urbanistica), Angelo Catapano (responsabile unico del procedimento), Vincenzo Carbone (collaudatore tecnico-amministrativo) e Vincenzo La Gioia (dirigente pro tempore Ufficio Risanamento Città Vecchia).

Quella che stamattina ha portato al sequestro di edifici del borgo antico si preannuncia come una indagine davvero clamorosa.