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Buonasera

A Taranto non passano i medici “no vax”

Su circa tremila iscritti all’Ordine dei Medici della provincia di Taranto, sono una decina i provvedimenti di sospensione emessi a carico di medici “no vax”. Un dato che dimostra come sia davvero una piccola minoranza quella dei sanitari che rifiutano il vaccino sul nostro territorio. Il monitoraggio è costante: ogni settimana il Consiglio dell’Ordine si riunisce per valutare eventuali provvedimenti, comprese le revoche dalla sospensione per chi si è sottoposto alla vaccinazione. Intanto, fa rumore l’inchiesta della Procura di Bari (al momento senza indagati, ma conoscitiva) sui certificati medici presentati da alcuni lavoratori dopo l’entrata in vigore dell’obbligo del Green Pass sul luogo di lavoro, scattato il 15 ottobre scorso.

Gli accertamenti della Procura sono stati avviati dopo alcune segnalazioni relative a lavoratori, anche rappresentanti delle forze dell’ordine e comunque prevalentemente dipendenti pubblici, che si sarebbero messi in malattia immediatamente prima dell’entrata in vigore dell’obbligo, così evitando – in quanto non vaccinati – di doversi sottoporre a tampone ogni due giorni per andare a lavoro o di essere sospesi senza retribuzione. Si punta a verificare anche l’eventuale compiacenza di medici che potrebbero aver certificato false malattie. È una malattia verissima invece il Covid, che continua a colpire anche la Puglia, pure se con numeri minori rispetto ad altre realtà. Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 63.243 test e sono stati registrati 8.333 casi positivi, così suddivisi: 2.764 in provincia di Bari, 934 nella provincia Bat, 761 in provincia di Brindisi, 1.269 in provincia di Foggia, 1.437 in provincia di Lecce, 1.061 in provincia di Taranto, 62 casi di residenti fuori regione, 45 casi di provincia in definizione. Sono stati registrati 7 decessi.

I casi attualmente positivi sono 133.483; 691 sono le persone ricoverate in area non critica, 63 sono in terapia intensiva. Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 7.079.241 test; 505.565 sono i casi positivi; 364.991 sono i pazienti guariti; 7.091 sono le persone decedute. I casi positivi sono così suddivisi: 176.672 nella provincia di Bari; 51.635 nella provincia Bat; 47.357 nella provincia di Brindisi; 79.024 nella provincia di Foggia; 75.358 nella provincia di Lecce; 70.422 nella provincia di Taranto; 3.692 attribuiti a residenti fuori regione; 1.405 di provincia in definizione. La Puglia è sempre in testa alla classifica nazionale per la vaccinazione della fascia 5-11 anni, con il 43,5%, 17,8 punti sopra la media nazionale che invece è del 25,7%. Il 9% della fascia in età pediatrica ha già ricevuto la seconda dose. La terza dose/richiamo per l’intera popolazione pugliese dai 12 anni in su sale come copertura al 58% (+4,8% della media nazionale). La campagna vaccinale in Asl Taranto ha registrato mercoledì il totale di 5.701 dosi somministrate: 598 prime dosi, delle quali 282 pediatriche; 1.141 seconde dosi, delle quali 414 pediatriche; 3.962 dosi di richiamo.

Nello specifico, a Taranto 744 dosi sono state somministrate presso la Svam e 969 presso l’Arsenale della Marina Militare; 749 dosi a Grottaglie; 877 dosi a Massafra; 823 nelle farmacie abilitate; 119 in altre strutture sanitarie. I medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta hanno somministrato 1.068 dosi nei propri ambulatori e 74 a domicilio. Consentire anche alle parafarmacie e agli infermieri liberi professionisti di poter effettuare i tamponi rapidi per il Covid e accedere alla piattaforma per la registrazione degli esiti, in modo da diminuire le criticità nell’accesso ai test ed evitare le lunghe code all’esterno delle farmacie è quanto chiedono in una mozione i consiglieri del M5s Grazia Di Bari, Rosa Barone, Cristian Casili e Marco Galante. “Si tratta di una mozione – spiegano i pentastellati – presentata dal M5s anche in altre Regioni come la Lombardia e già approvata. Purtroppo in Senato l’emendamento per estendere anche alle parafarmacie la possibilità di fare i tamponi è stato inspiegabilmente bocciato in Commissione affari costituzionali dalle destre e Italia Viva, ed è stato ripresentato ieri dal deputato Leonardo Donno al Decreto Milleproroghe.

La Regione Puglia sta ottenendo importanti risultati sul fronte della lotta al Covid, come dimostra il primato italiano per le vaccinazioni, con l’86,6 per cento dei pugliesi che ha ricevuto almeno una dose di vaccino e la terza posizione in Europa dopo Malta e Portogallo. Con la mozione che abbiamo presentato si riuscirebbe a gestire in maniera più agevole l’elevato numero di richieste di esecuzione di tamponi antigenici rapidi, provenienti tanto dai medici di medicina generale, quanto dai privati cittadini, implementando la distribuzione capillare del servizio sul territorio. Parafarmacie e infermieri liberi professionisti rappresentano un potenziamento essenziale per la prosecuzione degli screening di massa necessari a gestire la pandemia e l’attuale andamento dei contagi, per questo è importante la loro inclusione nella rete regionale Sars-CoV-2, sia pure limitata alla durata del periodo emergenziale, così come deliberato dal Consiglio dei Ministri per altre categorie già autorizzate”.

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