x

x

«Elezioni comunali, ad oggi manca un progetto per la città»

Gianfranco Chiarelli

Onorevole, il 2021 è stato un anno che ha fatto registrare il ritorno della Camera di Commercio al centro del dibattito pubblico. L’arrivo di membri del governo, le iniziative di raccordo tra istituzioni – pensiamo al Tavolo del Turismo e al protocollo sulla legalità e trasparenza – hanno segnato un significativo cambio di passo nella strategia dell’ente. In questo 2022, in qualità di commissario straordinario, quali saranno le iniziative che intende mettere in campo in favore del tessuto socio-economico di Taranto e della Provincia?
«Innanzitutto intendo ripartire da quanto di buono fin qui realizzato: punterò su una implementazione delle buone pratiche che possano consentire alle aziende di usufruire di iniziative sempre più utili. Un elemento sul quale intendo puntare è quello legato alla formazione e alla sensibilizzazione degli imprenditori su temi quali la crescita e la sfida ai mercati internazionali. Sono convinto che l’acquisizione di nuove competenze possa essere volano per la crescita in termini occupazionali della nostra comunità. Le voglio anticipare che intraprenderò una specifica iniziativa, fin ad ora mai sperimentata, che mi vedrà presto accanto alle imprese del comparto agricolo ma della quale avremo altre occasioni per discorrerne. È mia intenzione puntare prioritariamente su un bando che possa supportare le aziende del turismo e che sappia essere risposta alle necessità emerse nel corso dei confronti avvenuti nelle riunioni del tavolo tematico sul turismo, insediatosi in camera di commercio e che mi ha visto quale primo promotore. Taranto può offrire molto in termini attrattivi, sia in riferimento al patrimonio storico-culturale, artistico ed artigianale, sia nell’ambito di una rete che colleghi l’entroterra provinciale».

Sappiamo però che per raggiungere questi obiettivi occorre un impegno collettivo che veda coinvolte tutte le risorse migliori della città, a partire da quelle istituzionali per arrivare agli operatori economici e alle associazioni. Ora, Taranto si appresta a vivere una campagna elettorale rovente alla luce delle note vicende riguardanti la fine prematura della Giunta Melucci. Onorevole, lei ricopre anche il ruolo di vice coordinatore regionale della Lega e ha dunque un doppio osservatorio: come crede si possa governare una fase così cruciale per il futuro del territorio?
«Non le nascondo qualche legittima preoccupazione per quanto sta accadendo in città sul piano politico, ma non intendo esprimere valutazioni in riferimento a quella che si configura come una disputa interna ai partiti. Non voglio però sottrarmi alla domanda e quindi farò riferimento a quanto fin qui registrato: vedo molta confusione, qualche fuga in avanti, al momento nessun progetto e ancora scarsa attenzione per le reali istanze del territorio».

A cosa vuol far riferimento?
«Da tempo si paventano ipotesi di persone che si candidano ad essere sindaco sulla base di un consenso che si presume possa essere costruito unendo trasversalmente movimenti civici e pezzi di partito. Ritengo che in questo momento storico mettere insieme varie risorse, rinunciando ai simboli, potrebbe essere il percorso giusto ma le insidie non mancano. Le esperienze del passato ci insegnano che le fusioni a freddo sono in grado di produrre solo “scontenti” ed anche una significativa perdita del consenso così come le alleanze costruite solo per opporsi a qualcuno. È una questione di metodo non certo di merito: un progetto e la scelta di chi debba essere chiamato a realizzarlo deve nascere dalla città, dalle rappresentanze politiche e associative locali. Non può essere certamente imposto da dinamiche del tutto decontestualizzate».

Da questa risposta dobbiamo desumere che non considera idonei i nomi che circolano come competitor del sindaco uscente?
«Non ho detto questo e le aggiungo che la questione legata alla girandola di nomi non mi appassiona. Il nostro segretario regionale, il senatore Roberto Marti, in una intervista rilasciata alla stampa pochissimi giorni fa ha enfatizzato, e lo condivido, la scelta di un percorso aperto alle liste civiche. Per Taranto, considerando la situazione e la storia, questo rappresenterebbe la possibilità di allargare l’orizzonte a trecentosessanta gradi ossia guardare oltre una sola metà campo: l’importante è condividere un programma ed un progetto nell’interesse di Taranto».

Quanto emerso dai dati elettorali della tornata provinciale, per l’elezione dei consiglieri, ha rappresentato certamente motivo di orgoglio per la Lega: un grande risultato a vantaggio di tutto il centro destra. A chi vanno attribuiti i meriti di questo insperato pareggio col centrosinistra?
«Come spesso accade c’è sempre chi si attribuisce la vittoria solo per il fatto di essere riuscito a tenere qualche posizione. Voglio rappresentarle che la Lega ha una sua precisa identità e chi sa leggere nomi e numeri, soprattutto se ponderati come in questo caso, sa chiaramente a chi attribuire successi e sconfitte».

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile