Le Acli provinciali donano alle scuole di Taranto 125 depuratori d’aria

Le Acli provinciali di Taranto hanno donato 125 depuratori d’aria di ultima generazione – con tecnologia anticovid – a cinque scuole della provincia di Taranto. Hanno beneficiato dell’iniziativa l’Istituto comprensivo “Bonsegna Toniolo” di Sava, il circolo didattico “Pasquale Mancini” di Crispiano e gli istituti comprensivi “Guglielmo Marconi”, “Amedeo d’Aosta” e “Giovanni XXIII” di Martina Franca. Le macchine, consegnate alle scuole il 24 gennaio, sono state acquistate con le risorse rivenienti dal fondo finanziato con il 5 per mille del gettito Irpef. Tutte le scuole beneficiarie si sono impegnate, sottoscrivendo una convenzione con le Acli provinciali, ad integrare la fornitura di depuratori, utilizzando proprie risorse. “Si tratta – ha detto il presidente provinciale Acli, avv. Giuseppe Mastrocinque – di una testimonianza concreta di cittadinanza attiva, connaturale alla mission associativa delle Acli, attraverso la quale abbiamo dato risalto ai diritti dei bambini, veri eroi silenziosi e dimenticati di questa emergenza sanitaria, vittime di un virus che ha tolto loro sogni ed abbracci nonché di scelte politiche che hanno negato il loro diritto ad una scuola ragionevolmente sicura.

I bambini – ha proseguito il presidente Mastrocinque – forse perché, non votando, hanno scarso peso politico, sono costretti a frequentare ambienti scolastici dove vigono misure di sicurezza anti contagio che neppure il meno combattivo dei sindacati, a ragion veduta, consentirebbe di adottare nei luoghi di lavoro. Le misure previste a scuola, peraltro, sono di gran lunga meno stringenti di quelle adottate nei bar, negli esercizi commerciali, negli uffici e persino negli stadi, non essendo contemplati né l’obbligo di esibire green pass, né l’uso di mascherine filtranti, né la misurazione della temperatura. La sicurezza dei bambini è rimessa a misure risibili come il distanziamento di un metro, l’utilizzo di mascherine chirurgiche e la ventilazione mediante apertura delle finestre; insomma, nulla di diverso dalla profilassi adottata durante l’epidemia di influenza spagnola del 1918. È stata demonizzata la didattica a distanza, ma nulla di concreto si è fatto per garantire condizioni di sicurezza accettabili durante le lezioni in presenza, peraltro nel contesto di grave arretratezza strutturale dell’edilizia scolastica, in gran parte responsabile del fenomeno delle cosiddette ‘classi pollaio’.

Fa male rilevare che, ad esempio, pur avendo a disposizione i fondi del Pnrr, non sia stata prevista nelle scuole l’installazione di impianti di ventilazione meccanica controllata, fortemente raccomandati dall’Oms per arginare la pandemia in atto, i quali assicurano un continuo ricambio e sanificazione dell’aria e che potrebbero contribuire in modo decisivo ad elevare gli standard di sicurezza durante le lezioni in presenza. I fondi stanziati per l’emergenza epidemica sono stati distribuiti alle scuole senza indirizzi specifici, rimettendo le scelte sulle misure da adottare ai dirigenti scolastici, con l’alibi dell’autonomia scolastica. Il risultato è che, spesso, quei fondi vengono accantonati o utilizzati in modo disomogeneo ed inefficace, unendo, così, al danno della carenza di sicurezza per i bambini, la beffa dello spreco di risorse pubbliche. Le Acli – ha concluso il presidente – con la loro capillare presenza in quasi tutti i centri della provincia, ancora una volta hanno assolto al ruolo di sentinelle dei bisogni dei più deboli, reinvestendo in utilità sociale i fondi che sono espressione diretta della fiducia della comunità nell’associazione. È, questo, il valore aggiunto dei servizi di caf, patronato ed assistenza agricola, erogati nei nostri circoli”.

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