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Ex Ilva: Pd, Cinquestelle e Taranto Crea contro Salvini

Matteo Salvini ai cancelli dell’Ilva - archivio

«Se un Ministro fa e lavora per garantire la produzione dell’acciaio, non ci può essere un alleato che disfa». Le parole di Matteo Salvini sulla questione ex Ilva non sono affatto paciute al centrosinistra e al Movimento Cinquestelle, peraltro alleati di governo. Da parrte del Pd, il commissario provinciale Nicola Oddati, ribalta la questione: «Noi puntiamo sulla decarbonizzazione. Il ministro Giorgetti è dello stesso parere?». «Salvini – afferma Oddati – continua a parlare di Ilva per dire che Giorgetti è un buon ministro, e Pd e M5S sono cattivi perché dicono cose diverse da lui. Se la vicenda dell’elezione del Presidente della Repubblica ha lasciato strascichi psicologici nella Lega, suggerisco sedute di psicanalisi».

Oddati chiarisce qual è la posizione del Pd sul tema: «Chiediamo rapidamente di arrivare alla decarbonizzazione della produzione e di mettere in atto ogni scelta per ridurre progressivamente gli effetti ancora oggi devastanti che la produzione attuale ancora genera. È anche la posizione del Ministro? Bene. Non lo è? Lavoreremo perché si vada in questa direzione, per il bene della città e della stessa acciaieria». Il Pd attacca Salvini anche per voce dell’onorevole Ubaldo Pagano: «Registriamo con piacere della preoccupazione di Salvini per le sorti dell’ex-Ilva di Taranto dopo anni e anni di assoluto disinteresse. Certo è, che se questo sentimento fosse reale, il primo a dover essere strigliato dal leader del Carroccio dovrebbe essere proprio il suo compagno di partito Giorgetti, che da Ministro dello Sviluppo Economico ha avallato, se non proposto direttamente, il dirottamento di quasi 600 milioni di euro dalle bonifiche per Taranto verso generiche finalità legate alla decarbonizzazione. Giorgetti e Salvini devono spiegarci dove vanno a finire questi soldi. Servono solo a coprire la spesa corrente e permettere alla fabbrica di continuare a produrre ininterrottamente a livelli dannosi per salute e ambiente? È questo il loro grande disegno per Taranto? Vogliono tutelare i tarantini e i loro diritti o continuare a fare acciaio per l’industria del Nord senza preoccuparsi minimamente del resto?»

Non manca il sarcasmo: «Se intende gestire la complicata vicenda dell’exIlva come ha fatto con la partita del Quirinale, è bene che continui a disinteressarsi». Bordate arrivano anche dal Movimento Cinquestelle che si sente direttamente colpito dalle parole del elader della Lega: «Il riferimento, chiarissimo, è al Movimento 5 Stelle, che fin dal primo momento si è fortemente opposto alla previsione contenuta nell’art 21 del Decreto Milleproroghe, che trasferisce 575 mln di euro (rivenienti dal sequestro fatto anni addietro agli industriali siderurgici Riva), dagli interventi di bonifica delle aree inquinate ai futuri impianti per la produzione di acciaio, attraverso la decarbonizzazione. In sostanza, il leader della Lega ha candidamente dichiarato e platealmente ufficializzato che la paternità di quel provvedimento appartiene al suo Ministro allo Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti». Secondo il senatore Mario Turco, vicepresidente del M5S, l’art. 21 del Decreto Milleproroghe, emanato dal Consiglio dei Ministri lo scorso dicembre «è un aiuto di Stato che non si può consentire». Il M5S ha presentato un apposito emendamento per sopprimere la norma in questione. «Salvini – tuona dal suo canto il già vicesindaco Fabiano Marti (Taranto Crea) – usa Taranto e i temi sull’ex Ilva come una clava politica»

«A Matteo Salvini incalza Marti – non interessa minimamente il destino della nostra città, ne parla solo per riconquistare il ministro Giancarlo Giorgetti e regolare i conti all’interno della coalizione di Governo, agitando il tema dell’ex Ilva come fosse una clava. Al leader della Lega nord non interessano i tarantini, la loro sofferenza, le loro aspettative. Ne parla solo quando intravede uno spiraglio per occupare Palazzo di Città, spiraglio aperto dalla firma di 17 irresponsabili coordinati dal sindaco di Castellaneta Giovanni Gugliotti, in prima fila al suo ultimo comizio a Bari, king maker (lui sì…) della variopinta coalizione che si fa chiamare “Patto per Taranto” di Massimiliano Stellato e Walter Musillo. Come per Salvini, sappiamo pochissimo, quasi nulla, delle idee che Gugliotti e i suoi sodali hanno per Taranto. Sappiamo solo che lui è l’uomo della Lega in città e, con tutta probabilità, sull’ex Ilva la pensano allo stesso modo: gli interessi della produzione, prima di tutto il resto. In quel “resto”, però, ci sono i tarantini, il loro diritto alla salute e a un modello di sviluppo alternativo. Esattamente ciò che ha ispirato opere e progetti dell’amministrazione Melucci, condensati nel piano “Ecosistema Taranto”».