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Massimiliano Latorre: «Io, finalmente un uomo libero»

Massimiliano Latorre

“Oggi mi sono svegliato per il primo giorno da Uomo e Militare libero. Tante volte mi sono chiesto se avessi mai avuto la fortuna di assaporare la gioia che sto provando” ma oggi posso “gioire ed assaporare questa felicità riscattandomi di quella gioia mai assaporata prima, dato che le condizioni di salute con cui rientrai in Italia nel Settembre 2014”. Il fuciliere di Marina tarantino, Massimiliano Latorre, ha affidato ieri primo febbraio ad un post su facebook la sua gioia, all’indomani dell’archiviazione dell’indagine della Procura di Roma sulla morte di due pescatori indiani nel 2012, in Kerala, nella quale Latorre e il commilitone Girone erano accusati di omicidio. Latorre ha voluto ricordare alcuni momenti della complessa vicenda: “15 Febbraio 2012 – 31 Gennaio 2022. Fine. Buongiorno Amici, ieri dopo quasi 10 anni molto molto lunghi e non per il tempo inesorabile che è trascorso, ma per le le vicende, le emozioni che si sono succedute, finalmente è stata messa la parola fine, a questa terribile vicenda che ha reso protagonista me ed il mio collega/amico”.

Il fuciliere evidenzia “che normalmente i tempi della giustizia non sono quasi mai clementi” e ringrazia “Dio e la Magistratura Italiana che in questo caso è stata corretta nei tempi e nel giudizio”. E sottolinea di avere avuto “salute” e “forza di volontà”, e soprattutto “il Vostro Grande e sempre Costante Affetto, Amore e Sostegno – scrive rivolgendosi ai suoi supporter – che non mi avete fatto mai mancare” e “che mi hanno dato la possibilità e la forza di resistere potendo oggi, gioire ed assaporare questa felicità: tutto questo voglio farlo e condividerlo con Voi”. Tra i tanti ringraziamenti, Latorre ne dedica alcuni particolari a sua moglie Paola, ai “suoi genitori e alla mia mamma”. In un altro post, Latorre ha poi aggiunto che “il mio avvocato Fabio Anselmo ha avuto modo di esaminare il provvedimento. Questa archiviazione equivale ad una Piena assoluzione che mi restituisce piena dignità in quanto le mie ricostruzioni sono state ritenute genuine e pienamente valorizzate. È per me un grande riconoscimento, perché ho sempre detto la verità! Ringrazio – conclude Latorre – il mio avvocato e mia moglie Paola che mi hanno sempre spronato a credere nella Magistratura e per avermi sempre sostenuto”.